In memoriam | Julius Evola

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11 Giugno 1974
I valori spirituali e i gradi dell’umana perfezione non hanno a che vedere con la prosperità o non prosperità economica sociale.
Che l’indigenza sia sempre fonte di abiezione e di vizio, e condizioni sociali “progredite” rappresentino l’opposto, è la fola delle ideologie materialistiche, che poi si contraddicono da sè quando mettono mano all’altro mito, secondo il quale i buoni sarebbero tutti dalla parte del popolo, dei lavoratori oppressi ed indigenti, i malvagi e i viziosi tutti dalla parte delle classi ricche corrotte e sfruttatrici.
E’ una fiaba sia l’una che l’altra cosa. La realtà è che i veri valori non hanno nessuna relazione obbligata con condizioni sociali e d economiche migliori o peggiori e che, come si è detto, solo ove quei valori stiano al primo piano ci si può approssimare ad un ordine di effettiva giustizia sullo stesso piano materiale.
Come valori siffatti sono peraltro da considerare l’esser se stessi, lo stile di impersonalità attiva, l’amore per la disciplina, una generica disposizione eroica.
L’importante è che di contro ad ogni forma di risentimento e competenza sociale ognuno sappia riconoscere e amare il proprio posto, quello al massimo conforme alla propria natura, riconoscendo cosi anche i limiti entro i quali può sviluppare le sue possibilità, dare un senso organico alla sua vita, conseguire una propria perfezione: perchè un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è certamente superiore a un sovrano che scarti e non sia all’altezza della sua dignità.
Gli Uomini e le Rovine, Julius Evola