Centri sociali pagati dalla Regione VS Librerie militanti auto-finanziate

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Piagnoni, anti-sistema ma pagati e sostenuti dai governanti, lecca-culo quando bruciano le loro sedi, leoni ruggenti quando si vedono assegnare sedi e spazi dalla politica.
Chi sono? Eccoli qua: nell’articolo che segue, tra lacrime e presunta ‘utilità sociale’, si racconta che la pecora elettrica riaprirà, col sostegno della Regione Lazio e dei soldi dei contribuenti (sì, con le tasse tanto pesanti e sudate).
D’altra parte, gli avamposti della militanza sul Fronte della Tradizione si pagano con i soldi dei militanti e dei sostenitori liberi, non ha finanziamenti occulti né sponsor istituzionali, in nome dell’economia legionaria: con i soldi nostri, con il lavoro nostro e quel sorriso che nessuno ci potrà mai togliere quando dal portafoglio tiriamo fuori le quote mensile necessarie per pagare affitti e utenze, manifesti e conferenze, corsi sportivi e stampe libere.
Non vi invidiamo, perché voi siete – e restate – pecore appecoronate, mentre noi dobbiamo rispondere solo a noi stessi e ai principi della Tradizione, che ci orienta e ci guida tra il belare degli ovini.


(tratto da repubblica.it) – La Pecora Elettrica di Centocelle gestita dalla Regione Lazio. “Patrimonio salvato”. La libreria, incendiata ben due volte, torna a essere un punto di riferimento per il quartiere

Le mura del locale sono state date alle fiamme due volte, ma il progetto custodito al loro interno non è andato in fumo. Perché la Pecora Elettrica, la libreria incendiata il 25 aprile e il 5 novembre dello scorso anno, dopo l’estate diventerà un polo culturale gestito dalla Regione Lazio e rimarrà un punto di riferimento per il quartiere Centocelle.
Roma, Centocelle scende in strada in difesa della Pecora Elettrica: “Combattiamo la paura, riprendiamo il quartiere”

Gli ex gestori del locale, Danilo Ruggeri e Alessandra Artusi, per due anni e mezzo hanno animato lo spazio in via delle Palme trasformandolo in un luogo di incontri, dibattiti, aggregazione. Un presidio sociale e culturale che dava fastidio perché illuminava non solo la strada, ma anche la vita delle persone che lo frequentavano.
Roma, nuovo incendio alla libreria Pecora Elettrica alla vigilia della riapertura: “Noi abbandonati”

Esecutori e mandanti di quegli incendi dolosi ancora non hanno un nome, né è noto chi abbia dato alle fiamme la Pinseria Cento55 e il Baraka bistrot, che si trovano a poche centinaia di metri dalla Pecora Elettrica e sono stati colpiti tra ottobre e novembre 2019. Ad essere chiaro è stato il messaggio lanciato sin da subito dai cittadini: “Combatti la paura, difendi il quartiere “, urlavano le centinaia di persone scese più volte nelle strade a manifestare per dire no alla criminalità organizzata. Da quei cortei è nata una rete di associazioni e attivisti che più volte ha chiesto alle istituzioni di non abbandonare Centocelle.

Ora, su richiesta del presidente Nicola Zingaretti, la giunta ha deciso di assegnare alla società regionale Laziocrea la gestione del locale: gli spazi ospiteranno una libreria che potrà essere utilizzata anche come sala per il coworking e per incontri, conferenze, presentazioni, letture, spettacoli, laboratori e piccoli eventi, nonché una caffetteria che sarà affidata a un soggetto esterno tramite gara.

“Non potevamo accettare il vuoto lasciato dalla Pecora Elettrica – commenta Zingaretti – Dopo la serie di attacchi violenti alla libreria e ad altri esercizi commerciali a Centocelle, abbiamo destinato risorse ( circa un milione di euro, ndr), a locali vittime di minacce da parte della criminalità e siamo stati i primi in Italia a farlo. Ora aprirà un nuovo spazio sociale e culturale proprio dove si trovava la libreria. Oggi ancora più di prima, dopo la tempesta coronavirus e il rischio di nuove solitudini e povertà, Roma ha bisogno di ripartire con nuove energie, spazi sociali e culturali”.

La programmazione di attività di animazione culturale e sociale all’interno degli spazi avverrà con il coinvolgimento attivo delle associazioni del territorio e questo significa che anche Danilo e Alessandra, se vorranno, potranno presentare progetti.

Dopo l’incendio del 25 aprile si erano rimboccati le maniche per ricominciare, poi il secondo incendio nel giorno della riapertura. A dicembre scorso l’annuncio: ” Ci fermiamo ” . Il valore del loro progetto però è rimasto intatto: rispondere con la cultura alla criminalità e alla prepotenza.