La scrittrice di Harry Potter difende l’identità sessuale uomo-donna: valanga di polemiche

197
Non basta essere immensamente ricchi, famosi, ed avere scritto la più venduta e apprezzata saga di fantasia per avere diritto di parola e di pensiero. Soprattutto se si vuol dire qualcosa che è contrario alla lobby LGBT e che contrasta con i dogmi imposti dall’èlite dominante. È quello che è accaduto alla famosa scrittrice britannica J.K. Rowling colpevole di aver criticato sui social network l’idea che il sesso biologico di un individuo non basti a definire la sua identità sessuale. Apriti cielo. Nonostante i milioni di fan e l’amore viscerale che questa donna è stata in grado di generare intorno a sé, è bastato così poco per scatenare una vera e propria campagna d’odio. Ma fra tutti gli hater pro-LGBT e contrari all’idea che avere il pene o la vagina possano, di per sé, determinare le categorie di uomo e di donna, colpisce che a capeggiare la protesta sia stato proprio l’attore Daniel Radcliffe, che è diventato famoso (e molto, molto ricco) proprio grazie all’interpretazione di Harry Potter, senza aver mai realizzato dopo alcunché di significativo.