CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 33

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Inaugurazione dell’Ente di Consumo Legionario – Obor
Nella lettera per l’inaugurazione dell’Ente di Consumo Legionario (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu condivide alcune riflessioni sulla situazione del commercio nella Romania dell’epoca e accoglie con grande entusiasmo l’iniziativa guidata dai comandanti Petre Bolintineanu e Viorel Trifa di avviare un’attività commerciale legionaria all’interno dell’Obor, l’antico mercato di Bucarest.
Negli anni in cui scrive il Capitano, il numero dei commercianti romeni è ridotto della metà a causa dell’invasione straniera che agisce esclusivamente con il fine di arricchirsi in fretta e ha intaccato gran parte della società romena. Il commercio legionario non deve essere rivolto al lucro ma al guadagno necessario per vivere, essendo non uno strumento per l’arricchimento ma attraverso il quale vivere dignitosamente. «Esiste, giustificato dalle leggi della natura, il “diritto alla vita”, non un “diritto all’arricchimento”».
Il legionario impegnato nel commercio sarà animato dalla «gioia di rendere un servizio a quelli che stanno intorno a noi» e non dal desiderio di ricchezza; troverà soddisfazione per aver svolto bene il proprio lavoro, non per aver fatto pagare al cliente più del dovuto.
Codreanu indica inoltre una delle qualità principale che devono possedere coloro che sono impegnati nel commercio: non propensione agli affari ma – semplicemente – buon umore. Il Capitano è consapevole infatti che «una società in cui manchi il buon umore, una società cupa, produce meno e peggio». Colui che è cupo, incupisce anche coloro che gli sono intorno, che a loro volta incupiranno altre persone e così via, finché l’intera società sarà cupa e non potrà risollevarsi. 
«Una pietra gettata nell’acqua produce un’onda e un’onda ne produce cento. Un uomo nervoso che rende cupo un altro diventa un diffusore di scontento e di dolori nell’acqua tranquilla delle anime».
Un commerciante non è soltanto colui che si occupa di vendere beni materiali ma un veicolo per il morale. Per questo il legionario atto al commercio deve essere di buon umore per diffondere positività ed entusiasmo alla nazione. «Chi procura una gioia a un altro uomo diventa un diffusore di gioia, di letizia fra le persone, poiché una gioia è causa di cento altre gioie».
Il militante di oggi e di domani, qualunque sia il suo lavoro così come nello studio, sappia trovare soddisfazione nell’aver compiuto il proprio dovere, non nel guadagno né nei voti alti. Anche svolgendo i propri compiti, sia nella vita privata che nella comunità, si è militanti e per questo occorre dare il meglio. Il militante si impegni ad avere buon umore rifiutando atteggiamenti insofferenti e volgari, sia nelle occasioni formali che in quelle informali.
«Perciò siate di buon umore e gridate: Viva la Legione!»