Scricchiola la tesi razzista: Floyd e il poliziotto bianco si conoscevano ed avevano vecchi rancori

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Forse il razzismo non c’entra nulla e ad aver motivato la reazione violenta del poliziotto Derek Chauvin sarebbero ben altri motivi. Si scopre, infatti, soltanto ora che George Floyd e il poliziotto che lo avrebbe soffocato fino ad ucciderlo non solo si conoscevano bene, ma che fra loro non corresse buon sangue.
C’entra il razzismo oppure no?
Difficile dire se dietro il gesto del poliziotto bianco vi potesse essere dell’odio razziale. Quel che è certo, e nessuno sta raccontandocelo, è che i due erano stati colleghi come vigilantes per alcuni locali notturni di Minneapolis. Peccato che fra i due non corresse buon sangue, come oggi conferma un ex-collega di entrambi. 
Che, dunque, alla base di una così violenta reazione vi fossero antichi rancori? E’ plausibile, almeno come ipotesi, ma nessuno sembra voler considerare questa pista perché è troppo più funzionale legittimare la tesi (semplicistica) del gesto razzista finito male.
Ma che dire, allora, del fatto che il poliziotto bianco “razzista” è sposato con una donna originaria del Laos e, quindi, tutt’altro che corrispondente ai canoni della “white supremacy” che stanno così duramente venendo stigmatizzati in questi giorni negli Usa e nel mondo, grazie al movimento “Black Lives Matter”?
Più di un elemento non ritorna in questa ricostruzione e non sembra esserci affatto la volontà politico-giudiziaria di fare chiarezza. 

www.tpi.it/ – George Floyd e il poliziotto che l’ha ucciso si conoscevano”: la rivelazione shock. Derek Chauvin valuta dichiarazione colpevolezza.

di Lara Tomasetta

Derek Chauvin sta valutando di dichiararsi colpevole, lo rende noto Abc News segnalando che i procuratori della contea di Hennepin stanno trattando sulla sua dichiarazione di colpevolezza rispetto alle accuse di omicidio e di violazione dei diritti civili. Nelle ultime ore, Thomas Lane, uno degli agenti accusati di favoreggiamento e di aver contribuito alla morte dell’afroamericano George Floyd, è stato rilasciato su cauzione. La cauzione era stata fissata a un milione di dollari. Lane è uno dei quattro agenti che ha fermato Floyd con l’accusa di aver usato una banconota contraffatta da 20 dollari.

George Floyd, l’afroamericano ucciso durante un fermo a Minneapolis lo scorso 25 maggio, e Derek Chauvin, l’agente responsabile della sua morte, si conoscevano “piuttosto bene”. Lo rivela David Pinney, un uomo che dichiara di aver lavorato con loro nella discoteca El Nuevo Rodeo Club di Minneapolis, durante un’intervista alla Cbs. I due si conoscevano “piuttosto bene” e c’erano state delle frizioni. “Si sono scontrati, aveva molto a che vedere con il fatto che Derek fosse aggressivo nel club con alcuni clienti, cosa che rappresentava una problema”, ha raccontato David Pinney, riecheggiando le dichiarazioni dei familiari dell’afroamericano ucciso, convinti che la morte sia stata in parte una questione personale oltre che razziale. La proprietaria del locale, Maya Santamaria, interpellata da Cbs, ha detto che Chauvin era “spaventato e intimidito” dalle persone di colore. El Nuevo Rodeo è stato incendiato durante le proteste contro il razzismo scatenate dalla morte di Floyd.

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“Lasciatemi, non riesco a respirare” erano state le ultime drammatiche parole di George Floyd, morto dopo essere stato ammanettato dalla polizia e soffocato, bloccato a terra con un ginocchio dell’agente sul collo. La scena era diventata virale grazie a un video girato da un passante e poi messo online. La Polizia aveva controllato George perché sembrava sotto stupefacenti. L’hanno estratto forzatamente dalla sua macchina, lo hanno immobilizzato a terra, gli hanno messo le manette e poi Chauvin gli ha messo il ginocchio sul collo. “Per favore, non riesco a respirare”, “Mamma aiuto”: George ha implorato più volte la Polizia. Impotente, quanto le persone che lo filmavano che chiedevano ai poliziotti di non soffocarlo, di lasciarlo respirare, di controllargli il polso. Fino a quando non è svenuto e morto poche ore dopo in ospedale.

Un milione e 250mila dollari è la maxi cauzione che un giudice negli Stati Uniti ha fissato per il rilascio di Derek Chauvin. L’ormai ex agente è stato arrestato la scorsa settimana, incriminato di omicidio volontario, ed è ora detenuto in una prigione di massima sicurezza del Minnesota. Con lui sono finiti in manette anche gli altri tre poliziotti presenti sulla scena, Tou Thao, J. Alexander Kueng e Thomas Lane, accusati di aver aiutato Chauvin e di aver favorito l’omicidio.

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