Black lives matter: il buonismo colpisce anche nel calcio americano

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Statue rovesciate, insozzate e decapitate. Poliziotti che si inchinano ai razziatori, politici sotto accusa, saccheggi e negozi distrutti, sotto i colpi della protesta BLM crolla il falso mito della Nazione Statunitense. Abbiamo più volte parlato della follia collettiva che sta divampando negli States e di come l’uomo che persegue la via della Tradizione deve porsi a questa. Giusto distacco, equilibrio e piena coscienza del fatto che tutto in America, tutto è sbagliato. È la sua stessa origine a raccontare la storia del fallimento americano: una Nazione fondata da puritani e protestanti in fuga, mercenari e affamati conquistatori, depredatori di terra e genocidi degli autoctoni: ecco i veri fondatori dell’America a stelle e strisce.

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Come era ovvio aspettarsi l’eco della protesta non si è fermato alla politica da strada ed è sfociata con aggressività sui social. Dai social a cascata su cinema, televisione, mondo dello spettacolo, sport, informazione e personaggi famosi. Basta dire qualcosa contro le proteste e ti ritrovi alla berlina in pubblica piazza pronto ad essere lapidato dalla massa inferocita. Ultimo a pagarne le conseguenze è Aleksandar Katai, giocatore degli Los Angeles Galaxy, la squadra di calcio di AL.
La moglie del calciatore aveva infatti postato sui social delle critiche alla piega presa dalle proteste. Subito urla e minacce: la squadra californiana ha allora obbligato il calciatore a “risolvere in maniera consensuale” il contratto firmato con il calciatore d’origine serba. Non si può dire nulla contro i BLM: o li si appoggia o si rischia la testa.

www.tuttomercatoweb.com – LA Galaxy, risoluzione per Katai. Serbo paga post anti “Black Lives Matter” della moglie.

di Luca Bargellini

Clamorose le motivazioni alla base della risoluzione consensuale del contratto fra i Los Angeles Galaxy e Aleksandar Katai, calciatore serbo ex Alaves. Il giocatore ha pagato con la fine della sua avventura in MLS con il club californiano alcuni post social della moglie Tea che deridevano i manifestanti di “Black Lives Matter” che in questi giorni stanno tenendo banco negli USA dopo l’omicidio di George Floyd, cittadino afroamericano di Minneapolis, da parte della polizia locale.

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