Alex Zanardi, esempio di sottomissione e forza

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Germania, Lausitzring. Circuito in gara CART, in un brutto incidente Alex Zanardi perde le gambe fino alle ginocchia, dopo 16 operazioni e 8 arresti cardiaci. Alla ripresa, Zanardi dice:

“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”.

In questa frase di Zanardi – prescindendo dagli obiettivi da lui perseguiti, probabilmente finalizzati solo al piano fisico/sportivo – siamo chiamati a cogliere l’Esempio, l’insegnamento profondo. Perché in quelle parole, in quell’attitudine, in realtà si cela una verità metafisica: dare il massimo nell’ambito delle proprie possibilità che Dio ci ha donato. Non avere la pretesa di determinare gli eventi e controllare tutto e tutti, bensì avere il coraggio di affrontare ciò che la Provvidenza ha previsto per noi.
Non possiamo incidere sul corso degli eventi, ma possiamo decidere – con volontà e stile – come rispondere a questi eventi. Pertanto, oltre a una corretta e serena sottomissione al Principio e alla Provvidenza – presupposto metafisico contenuto nell’intenzione – ne consegue una volontà giustamente orientata che trova la forza, grazie al Principio che pacifica il cuore, di dare il massimo.
Zanardi, dunque, non maledice gli eventi che lo hanno menomato nelle possibilità fisiche, bensì si applica con forza e coraggio a cogliere le possibilità interiori, mentali e psichiche, che questi eventi hanno generato.
Oltre l’augurio che Zanardi possa salvarsi e tornare a emozionare gli italiani nelle competizioni cui partecipa, abbiamo voluto riflettere sulle sue parole. Perché lo Spirito si sottrae alle logiche individuali e si afferma e manifesta ovunque, parlandoci anche con la voce di un uomo che ha perso le gambe ed è diventato più forte di prima.