CANNABIS: la priorità assoluta del governo dopo il disastro post-covid

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In questi giorni il governo sprona il Premier Conte a legalizzare la cannabis.
Invece di pensare ai tanti problemi che affliggono il nostro paese, questi personaggi pensano a far avanzare ancor di più un piano sovversivo che si propone di sradicare l’uomo dalla sua identità, rendendolo fluido, solo e manipolabile. A sostegno della legalizzazione delle droghe leggere, questi filosofi propongono sempre il fantomatico slogan della “lotta alle mafie“, come se legalizzando stupefacenti leggeri si contrastasse il traffico illecito dei mafiosi…
Se si perseguisse questa strada l’effetto sarebbe ancor più devastante: riprendendo le parole di Paolo Borsellino, in questo modo “resterebbe una residua fetta di mercato che diventerebbe estremamente più pericolosa e verrebbe ad alimentare ancor di più le droghe micidiali”.
Pensiamo sia molto triste che uno Stato pur di recuperare qualche soldo in più, debba lucrare sulla vita e sulla salute dei propri cittadini. Lo Stato deve essere ben altro, un’autorità solida che si ponga come guida per il suo popolo, nel quale Ordine e Disciplina interiore, soprattutto nei momenti più bui, devono rappresentare le stelle polari da seguire. Uno Stato che educhi alla Giustizia e alla Verità, al di là di ogni particolarismo politico e che raduni attorno alla propria auctoritas la vera libertà.

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Corriere della Sera – «Legalizziamo la cannabis», il pressing del M5S sul premier ConteLa lettera di 100 parlamentari: «Le politiche repressive sono inefficaci. Con la legalizzazione aiuteremmo l’economia e combatteremmo la criminalità»

Cento parlamentari (quasi tutti del M5S) scrivono al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per aprire il dibattito sulla legalizzazione della cannabis agli Stati generali dell’Economia. «Le politiche repressive in materia si sono dimostrate del tutto inefficaci rispetto agli obiettivi che intendevano perseguire», spiegano deputati e senatori, sottolineando come «la legalizzazione della cannabis» sia «già realtà in molti Stati nel mondo: Stati Uniti, Canada, Uruguay e Spagna, solo per citarne alcuni».

Secondo deputati e senatori che hanno sottoscritto la missiva per Palazzo Chigi «è tempo di affrontare il tema con responsabilità e lungimiranza anche in Italia» anche per «infliggere un duro colpo alla criminalità organizzata, creando e governando un nuovo e virtuoso settore economico». «Secondo gli studi del professor Marco Rossi dell’Università della Sapienza», si legge ancora nel documento, «la regolamentazione della cannabis genererebbe un beneficio per le casse dello Stato di 10 miliardi di euro: 2 miliardi derivanti dai risparmi dall’applicazione della normativa di repressione e 8 miliardi di nuovo gettito fiscale».

I cento parlamentari sottolineano anche che «vanno altresì considerati i risparmi legati alla diminuzione dei reati, con il conseguente alleggerimento del lavoro dei tribunali e un generale miglioramento del sistema penitenziario, sia per gli operatori che per i detenuti». Altra tematica da «tenere in considerazione» riguarda poi «l’uso terapeutico della cannabis». Aumentare la produzione di cannabis medica «garantirebbe ai pazienti il pieno godimento di un diritto costituzionale fondamentale come il diritto alla salute».

I firmatari della lettera chiedono al premier di «prendere in carico» la proposta e di «programmare un incontro con alcune delle principali Associazioni di categoria: Federcanapa, Assocanapagroup, Ancica Canapa industriale. «Il Parlamento sovrano — concludono — è già in contatto con queste realtà, e in fase di analisi delle proposte che scaturiranno dagli Stati generali, è pronto a fare la sua parte». Tra i firmatari della lettera, il deputato Michele Sodano, il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, la senatrice ed ex ministro per il Sud Barbara Lezzi, il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Giuseppe Brescia, la presidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio Lucia Lorefice. Hanno sottoscritto la missiva anche esponenti del Misto ex M5S come la senatrice Paola Nugnes e il deputato Antonio Tasso.