CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 34

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Comandamenti
Nel manifesto del 7 ottobre 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu fornisce i Comandamenti che i legionari impegnati nelle attività commerciali devono rispettare. Si tratta di un dodecalogo generale che va esteso ad ogni ambito della vita del legionario – non solo nell’attività economica – e ne indirizza lo stile da tenere ed il contegno da porsi.
I principi sui quali poggiano i comandamenti forniti da Codreanu sono quelli di correttezzaonestàgentilezza (nei modi e nell’aspetto «sempre curato, in ordine, elegante»), rispetto per il cliente (anche per i legionari “il cliente ha sempre ragione”), riservatezza (in particolare bei confronti delle signore) e autocontrollo («chi si innervosisce, chi non può dominare i propri nervi non è adatto al battaglione del commercio»).
Il Legionario deve inoltre possedere sano spirito di iniziativa che non significa anarchia ma capacità di riconoscere ciò che è giusto fare e adoperarsi in tal senso, anche se non è il proprio compito. Con propositività ed intelligenza il Legionario, finito il proprio lavoro, si rende utile ad altri senza perdere tempo. «Fai quel che puoi, fai tutto, fai sempre».
Nella Legione il metro di giudizio non è quello che si fa ma il modo in cui si fa ciò di cui si è stati incaricati. Per questo il Legionario deve svolgere bene ciascun compito, sia esso in pubblico (in sala o al banco di vendita) o in privato (in cucina o nel retrobottega). Egli rappresenta la Legione. «Nessuna funzione correttamente svolta è inferiore ad un’altra».
Per Codreanu ogni attività e ogni momento rappresentano un fronte da difendere perché i legionari potranno vincere la guerra soltanto con le loro qualità. Ogni esitazione o sbavatura potrebbe compromettere la Legione agli occhi del mondo e vanificare tutti i sacrifici fatti fino a quel momento.
Il militante di oggi e di domani non disonori la sua comunità, né in contesti militanti né privati, e sappia incarnare uno stile nobile, educato al sacrificio; si prodighi con abnegazione senza risparmiarsi e senza sentirsi esonerato dal portare un contributo a compiti assegnati ad altri. Il militante non cerchi alibi per non fare ma ricerchi il modo migliore di fare, consapevole che è la qualità che conta e non la quantità.