Sardine provano a cavalcare “Black Lives Matter”: porte in faccia a Roma e Milano

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Provaci ancora, Mattia. Stiamo parlando di Mattia Santori, l’enfant prodige delle Sardine, il movimento radical chic che si è spento col lockdown. Adesso il nostro Mattia, già piazzatissimo raccomandato di Romano Prodi ed altri potentissimi che negli scorsi mesi avevano dato il loro appoggio alle Sardine, è però a corto di spazi e il suo seguito si sta dissolvendo. Per questo, furbescamente, ha ben pensato di cavalcare il movimento Black Lives Matter che, in Italia, non ha una propria struttura autonoma. 
 
Per questo, aveva ben pensato di invadere Via del Corso, a Roma, con una enorme scritta “Black Lives Matter” e di replicare anche a Milano. Peccato che la povera sardina Santori si sia dovuta scontrare con due porte in faccia. Sbattute sul grugno da due sindaci tutt’altro che in odore di “razzismo”: Virginia Raggi a Roma e Beppe Sala a Milano. Due paladini del politicamente corretto che, però, prima di tutto, sono due abili politici bene attenti alle poltrone e, viste le prossime elezioni, a non inimicarsi l’elettorato con manovre poco gradite dalla pubblica opinione italiana. Insomma, provaci ancora Mattia!

(tratto da Repubblica.it) – La resa delle Sardine di Roma: “Negata la scritta Black Lives Matter in via del Corso” di Lorenzo d’Albergo

Hanno provato a realizzarla per due settimane, rimbalzando tra il Campidoglio 5S e il Mibact. Alla fine, però, si sono dovute arrendere: le Sardine non realizzeranno più la scritta Black Lives Matter nel cuore del centro di Roma. Il movimento antisovranista avrebbe voluto dipingere il messaggio in memoria di George Floyd, ucciso a Minneapolis da un poliziotto lo scorso 25 maggio, a caratteri cubitali sul tratto conclulsivo di via del Corso, verso piazza del Popolo. Era tutto pronto, persino i rendering, ma i dubbi e i “no” della Sovrintendenza comunale alla fine hanno avuto la meglio. Prima è sorto il problema della vernice, poi ci si è messo il maltempo. Quindi è saltata fuori l’idea di comporre le lettere dello slogan antirazzista, lungo 70 metri, con i fiori. Infine l’ultimo stop, ancora una volta sul caso della vernice e i timori dei tecnici capitolini sulla sua eventuale rimozione.

Dopo gli intoppi con il Comune della sindaca Virginia Raggi, le Sardine hanno iniziato a guardarsi attorno. Ma non è andata meglio a Milano, dove l’accordo con Beppe Sala sembrava concluso ma è saltato all’ultimo minuto. Dopo tanto penare, resta la rabbia degli attivisti coordinati da Mattia Santori: “Abbiamo fatto una proposta a Roma per scrivere Black Lives Matter e per cavilli burocratici è stato impossibile realizzarla. A Milano abbiamo proposto insieme alle comunità dei territori di aggiungere la parola Migrant a Black Lives Matter ed è mancata la volontà politica del sindaco. Da qui il nostro appello ai sindaci d’Italia, perché l’Italia non può avere paura e non schierarsi in questa battaglia di civiltà ed internazionale in questi giorni di dibattito sui decreti Sicurezza di Salvini”.

Ora è caccia a una città vogliosa di appoggiare l’iniziativa delle Sardine, tenendosi lontani da Roma e Milano: “Abbiamo il materiale per fare la scritta, abbiamo il progetto grafico, abbiamo i volontari e l’entusiasmo. Ma siamo stufi di andare in giro per l’Italia a elemosinare permessi e autorizzazioni per quello che riteniamo essere un messaggio sacrosanto e l’inizio di un serio dibattito sulle nuove cittadinanze. Se conoscete qualche amministratore disposto ad ospitare quest’opera e condividere pubblicamente il rifiuto della politica sovranista, fate un fischio. L’asfalto non manca in Italia. Sul coraggio, invece, possiamo migliorare”.