Google e i negozi “LGBTQ Friendly” la nuova segnaletica liberal

281

Abbiamo parlato più volte di Facebook, Instagram, Netflix e tanti altri colossi del web che stanno facendo, apertamente o sottilmente, campagna politica per i movimenti LGBT e BLM. Fino ad ora i motori di ricerca non si erano mai sbilanciati troppo, per la loro funzione devono infatti apparire terreno “neutrale”, anche se- lo sappiamo bene- non lo sono. Decidono quali siti e quali notizie mettere in testa alle loro pagine, decidono quali articoli o siti oscurare o mettere in secondo piano, hanno, insomma, un grandissimo potere.

Questo è dovuto anche al fatto che ormai più nessuno va oltre la prima pagina nei motori di ricerca. Insomma, se vogliono indirizzarci verso qualcosa, possono farlo, sanno come farlo, e lo fanno. Non ci sconvolge dunque la nuova iniziativa di Google, che è in completa sintonia non solo con le politiche dell’azienda statunitense ma con il nuovo trend mediatico. Prima a dominare la scena era Greta e la questione climatica, ora lo sono le manifestazioni BLM e il mondo transgender e omosessuale.

Quindi Google, come Netflix ed altri, hanno deciso di farsi avanti e schierarsi apertamente. Da qualche tempo è infatti possibile, per tutti i negozianti e commercianti, seguire una semplicissima procedura online per far risultare il proprio negozio o il proprio ristorante come LGBT friendly. O, addirittura, far sapere se sia stato fondato da imprenditori afroamericani. Una follia vera e propria. L’intento? Non tanto favorire i negozi che metteranno questa sorta di stellina arcobaleno sul proprio petto, ma sfavorire, nel lungo periodo, quelli che non lo faranno. Perché è questo l’indirizzo malaugurato che la politica e la tanto famosa cultura occidentale vogliono prendere: mettere in un angolo, denigrare, rinchiudere ed eliminare le voci dissonanti, le voci libere e non associate al pensiero dominante.

Da anni a questa parte la campagna dei social, delle tv e radio a riguardo si fa sempre più cacofonica ed assordante. Siamo continuamente subissati di messaggi, più o meno subliminali, che ci vogliono far aderire alla massa. Rimanere in piedi, ecco quale è il compito di coloro che perseguono la via della Tradizione. Rimanere in piedi in questo mondo in rovina, stando saldi e pronti a contrattaccare colpo su colpo, senza mai arrendersi.