Il pensiero unico è una manipolazione da magia nera – di Francesco Borgonovo

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(tratto da La Verità di lunedì 29 giugno 2020)
Il lato oscuro del “progresso” – Gli “incantesimi” ripetuti da giornali e tv presentano un mondo sovvertito che si sovrappone al reale. E nel tempo lo sostituisce
Il pensiero unico? È una manipolazione della realtà che sembra seguire le tecniche e le modalità che sono state usate nei secoli dalla magia nera.
«L’obiettivo di un mago», scriveva lo storico inglese Richard Cavendish (in Magia nera, edizioni Mediterranee), «è la conquista dell’universo. Per riuscirvi, egli deve giungere a dominare tutto ciò che è in esso: il male come il bene, la crudeltà come la misericordia, il dolore come il piacere». Sentir parlare, oggi, di maghi che vogliono dominare l’universo potrebbe far sorridere più d’uno, ma sarebbero sorrisi incauti. Già Elémire Zolla, nel suo Breviario di magia nera, metteva in guardia: «Ingenuità o disattenzione fanno ritenere inesistente la magia nera, di cui quotidianamente si vedono le operazioni». In fondo, la magia nera attuale non è affatto diversa da quella del passato, ma noi non vogliamo vederla, preda come siamo del razionalismo più sfrenato (e pure questo, a ben vedere, è un potente incantamento).
Secondo Marsilio Ficino – letterato, gran traduttore (soprattutto di testi ermetici) e mago – l’intera forza della magia si fonda sull’eros. L’umanista sosteneva che «l’opera della magia consiste nel ravvicinare le cose l’una all’altra per similitudine naturale». Per il mago, infatti, nel creato tutto è connesso. Si può dire, come spiegava Cavendish, che l’universo sia «un organismo umano su scala titanica», le cui membra, sosteneva Ficino, dipendono l’una dall’altra, si avvicinano tramite l’eros. La regola è: così sotto come sopra; nel piccolo come nel grande.
Tra il microcosmo che è l’uomo e il macrocosmo universale ci sono delle analogie, e sfruttandole si può influenzare il comportamento delle persone. I metodi per farlo, ovviamente, sono parecchio complicati, ma alla base di tutto c’è sempre la stessa forza: l’eros. Il mago, in buona sostanza, mette in contatto microcosmo e macrocosmo, sfruttando le potenze superiori per dominare cioè che è inferiore, e per farlo si serve di un complesso gioco di corrispondenze e legami. Evoca immagini, oppure utilizza numeri o colori. Egli sa, ad esempio, che il numero 7, il colore verde e il rame sono tutti legati, e connessi con la forza di Venere. L’eros è l’energia nascosta che alimenta tutta questa complicatissima trama universale.
Magia è eros, ed eros è magia. Il mago, come l’innamorato, non fa altro che tendere una rete attorno all’oggetto del suo amore, allo scopo di legarlo. Giordano Bruno, che fu mago potente e spregiudicato, illustrò i segreti dell’arte di «vincolare». La sua grande opera De vinculis in genere, diceva lo studioso di religioni Ioan Petru Culianu, è sostanzialmente un trattato sulla manipolazione degli individui e delle masse.
Il mago descritto da Bruno, chiariva Culianu, «è il prototipo dei sistemi impersonali dei mass media, della censura indiretta, della manipolazione globale e dei trust di cervelli che esercitano il loro controllo sulle masse occidentali». Per Culianu, «oggigiorno il mago si occupa di relazioni pubbliche, di propaganda, di indagini di mercato, di inchieste sociologiche, di pubblicità, di informazione». Egli si serve della magia, ma la maschera «in maniera tecnica e impersonale».b
Nell’opera di Bruno, ancora più che in quella di Ficino, è di nuovo l’eros a essere al centro degli atti magici. Certo, esiste una «magia sessuale», ed è anche particolarmente potente, ma Bruno intende l’eros in senso lato: «Tutto ciò che si ama, dal piacere fisico fino alle cose insospettabili, passando per la ricchezza, il potere, eccetera». Questa «magia erotica» è esattamente quella che si ripresenta oggi.
«Magia nera è incantare, pietrificare, far soggetti gli altri a un nostro incubo», scriveva Elémire Zolla. E come si fa a incantare e pietrificare, ai nostri tempi? Si può dire che la magia nera si manifesti attraverso «pratiche verbali»: la ripetizione costante di formule che intrappolano chi le ascolta, l’evocazione di immagini che rapiscono la mente di chi le osserva. Vale, ovviamente, per molte strategie di marketing, e del resto già Vance Packard nel 1957 parlava di «persuasori occulti». Vale per l’intero sistema neoliberista che – proprio come sosteneva Giordano Bruno – si serve dell’eros, dei nostri desideri e delle nostre passioni, crea un mondo «erotizzato» e magico, approfittando delle corrispondenze.
Meno scontato è attribuire un carattere magico al cosiddetto «pensiero unico». In fondo, che cos’è il «politicamente corretto» se non una sofisticata forma di manipolazione della realtà tramite immagini, parole e altri incantamenti di questo tipo?
Pensateci: gli incantesimi ci vengono ripetuti quotidianamente dai giornali, dalla tv, perfino nelle scuole. Li troviamo nei film, nelle serie televisive, sulle pagine dei quotidiani: ci presentano un mondo sovvertito che, a forza di evocarlo, si sovrappone alla realtà e la sostituisce.
Alla fine, la nostra mente è come avvinta, dominata dai maghi contemporanei che ci spingono ad agire in modo contrario alla natura e all’umanità. Non sono semplicemente mistificazioni, ma incantesimi. Non è soltanto una deriva intellettuale importata dalle università statunitensi: è magia nera. Rendersene conto è il primo passo per difendersi.
Francesco Borgonovo