Il XXI secolo: la guerra di Internet e delle App.

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India, Cina e Stati Uniti d’America si stanno combattendo su un nuovo campo di battaglia: quello delle App per Smartphone. Questo sarà uno dei campi di battaglia più subdoli e importanti del XXI secolo: server, app di comunicazione e tracciamento saranno infatti il bersaglio delle grandi potenze e superpotenze della terra. Non è un caso che proprio in questi giorni, Angela Merkel, abbia detto che l’Europa deve trovare il proprio spazio e la propria indipendenza a livello tecnologico.
Non possiamo affidare i nostri “meeting” a sole aziende estere e americane: Zoom, Skype, Google Meet. Dopotutto l’abbiamo detto più volte su questo giornale: chi controlla internet e i social controlla l’informazione (o, in questo caso, la dis-informazione). Un semplice esempio; durante la quarantena il premier Conte per raggiungere tutti gli italiani faceva si dirette televisive, ma quelle stesse dirette erano contemporaneamente condivise su Facebook; un programma privato ha assunto il ruolo di un servizio pubblico.
Questa “guerra” è già iniziata: l’India ha da poco vietato 59 App cinesi perché ledono la sovranità nazionale. In Brasile i pagamenti via Whatsapp sono stati sospesi per garantire una concorrenza più corretta con le banche; Instagram invece sta diventando un mercato a cielo aperto e permetterà, a breve, ai suoi influencer di vendere i propri prodotti. Tutto questo accade mentre gli stessi Facebook e Instagram ci martellano con propaganda LGBTQ e progender; gli stessi “social” che cancellano il post del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.
Frank Herbert scrisse nel lontano 1965 nel suo meraviglioso romanzo Dune: “Un tempo gli uomini dedicavano il proprio pensiero alle macchine, nella speranza che esse li avrebbero liberati. Ma questo consentì ad altri uomini di servirsi delle macchine per renderli schiavi”. Niente di più vero: senza telefono ormai non siamo nulla, dobbiamo essere per forza sempre super connessi, raggiungibili, contattabili e tracciabili.
Ci fanno scaricare App – la famosissima “immuni” – per sapere sempre dove siamo, chi vediamo, cosa facciamo, con chi siamo. E, ormai noto, alcuni programmi ci “ascoltano” e sono pronti a soddisfare le nostre voglie mostrandoci pubblicità dei prodotti di cui parliamo in privato con amici e familiari.
Un grande problema di questi prodotti della nuova tecnologia è la dipendenza che provocano. E l’Uomo che segue la via della Tradizione non può permettersi di dipendere da niente che sia esterno da sé. Bisogna rimanere vigili e non cadere nella trappola social del nostro secolo: dobbiamo sempre rimanere saldi e presenti a noi stessi, consapevoli del giusto utilizzo che va fatto di questi strumenti. Senza cadere in inganno, senza diventare schiavi ma dominando, invece, le armi del nemico: dobbiamo imparare a cavalcare la tigre.