CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 36

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Compiere il Proprio Dovere Legionario
Con la circolare del 21 ottobre 1937  (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) viene data lettura in tutti i cuiburi di un episodio emblematico da rendersi noto ai legionari: in occasione di un’ispezione, un legionario è stato sorpreso ad adoperarsi nel cantiere della sede prima dell’orario di inizio dei lavori, da solo, al buio, senza che nessuno – a parte Popescu Buzau, l’istruttore legionario incaricato dell’ispezione – lo vedesse. Interrogato sul perché si trovasse in quel luogo a quell’ora, il legionario ha risposto di chiamarsi Mânzala Dumitru e di essere venuto a lavorare durante i suoi giorni di ferie per compiere il proprio dovere legionario.
Codreanu scrive questa circolare per portare come esempio questa prova di dono disinteressato e di dedizione alla causa legionaria. La grandezza di un legionario risiede infatti nell’azione impersonale: fare ciò che deve essere fatto, generosamente, nel migliore dei modi, anche se l’oggetto del dovere è senza grandezza apparente. La grandezza sta nel compiere mille piccoli gesti in faccende di poco conto piuttosto che aspettare di mettersi in mostra nelle occasioni prestigiose.
Il legionario coltiva le virtù per il solo piacere di qualificarsi e non per il desiderio di mostrarle con orgoglio. Si perde ogni virtù nel momento in cui si desidera che le virtù che si ritiene di aver raggiunto siano notate e ammirate. La qualificazione di un legionario è una lenta, costante e crescente conquista, non un bagliore di un istante. 
Solo se animato da un grande ideale che gli dà forza, il legionario può sopportare ogni fatica e sconfiggere l’egoismo che lo farebbe restare a casa a dormire e a cullarsi negli agi. Nulla di bello e di buono si realizza se non con spirito di sacrificio e con cuore puro.
La felicità si cela nel servire gli altri, nel distribuire affetto senza chiedere nulla in cambio. Tutto dipende dalla capacità di donarsi: essere felici donandosi o essere insoddisfatti per paura di perdere qualcosa. 
Il militante di oggi e di domani sia animato ogni giorno dalla passione di donarsi e di credere, malgrado la decadenza del mondo moderno, vincendo i dubbi e le inadeguatezze. Ognuno può fare la differenza, nel modo che gli si addice, ogni cosa può essere evitata e ogni cosa può essere compiuta. Sta a noi scegliere se innalzarci o se sprofondare.
«La salvezza del mondo risiede nella volontà delle anime che credono» (Militia, Lèon Degrelle)