Im-Maturità, palcoscenico dell’ego

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Non sono ancora terminati gli esami di maturità che già è partita sui social la polemica. Questa volta nel mirino dei sagaci commentatori del web sono finite le neo “maturate” per i festeggiamenti, all’uscita di scuola, a base di champagne e mazzi di fiori.
È la scuola dell’obbligo, non una laurea! Contenetevi!” twittano all’unisono un’orda di account con corona d’alloro come foto profilo. Effettivamente scorrendo su instagram l’hashtag #maturità si viene sommersi da un’infinità di ragazze in posa con corone, mazzi di fiori e bottiglie. La differenza con i festeggiamenti di laurea è impercettibile, manca forse solo il dettaglio della tesi rilegata.
Ma c’è davvero differenza? Nel mondo dell’istruzione massificata, sia la scuola dell’obbligo che l’Università non sono altro che diplomifici di massa. Per la generazione Instagram la laurea (insieme alla sua sorella minore maturità) e le annesse celebrazioni si sono conquistate rapidamente il vertice dei cosiddetti “riti di passaggio”, sorpassando moltissimi altri momenti prima ritenuti centrali nella vita di una persona. Perché? Semplice: nessun marito, figlio, sacerdote o altra figura con cui dividersi il palcoscenico. Un bell’abito e tanti like. È un matrimonio celebrato da soli con sé stessi, in cui spesso si fa anche la parte della bomboniera.