Vuoi l’auto elettrica? Devi essere antifà!

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Per tutti quelli che vogliono contribuire a rendere meno inquinato l’ambiente, e pensano di farlo acquistando un’auto elettrica, il Comune di Milano mette a disposizione degli incentivi. Ma ad una condizione: incentivi sì, ma purché ci si dichiari antifascisti.
Infatti, uno dei requisiti stabiliti dal Comune di Milano per ottenere gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici è quello di presentare una dichiarazione nella quale si afferma e si certifica di essere antifascista. Cosa c’entra l’auto elettrica con l’antifascismo non si comprende.
Non solo i compagni di Palazzo Marino rilanciano la stupida tesi che l’auto elettrica sia davvero la soluzione ai problemi ambientali ma, non contenti, impongono anche il patentino di “ortodossia antifascista” a quelli che vogliono ottenere i soldi pubblici stanziati per questa iniziativa, subordinando perciò a una assurda condizionalità politica e ideologica, il godimento di un diritto che dovrebbe vedere – a parità di titoli – tutti i cittadini uguali.
Invece, i compagni degli anni Duemila, pur di ammantarsi di antifascismo, ormai divenuto una scatola vuota buona a raccogliere qualunque ipocrisia, arrivano a negare un principio base dell’antifascismo stesso: l’eguaglianza. Strano paradosso, o forse no, in una sinistra che da “rossa” è da tempo ormai divenuta “arcobaleno”.

(tratto da ilgiornale.it) – Nel bando del comune di Milano per ottenere gli incentivi per i mezzi ecologici è fatta richiesta di presentare una dichiarazione di antifascismo, come stabilito da una delibera di Palazzo Marino datata 2018.

di Fabio Franchini

Uno dei requisiti stabiliti dal comune di Milano per ottenere gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici è quello di presentare una dichiarazione nella quale si dice di essere un antifascista.

Si tratta di un presupposto inserito dal Palazzo Marino circa due anni fa: nell’aprile del 2018, infatti, la giunta di Beppe Sala firmò una delibera nella quale stabiliva che chi non sottoscrive una dichiarazione di rispetto dei valori della Costituzione repubblicana e antifascista non può ottenere l’utilizzo di luoghi pubblici, sale e spazi di proprietà Comune di Milano, né patrocini o contributi di alcuna tipologia. E all’epoca non mancarono le polemiche per la forzatura della giunta di centrosinistra, dal momento che sotto questo aspetto la Costituzione italiana è già abbastanza chiara.

Ora la dichiarazione è conditio sine qua non per avere le agevolazioni fiscali per l’acquisto dei veicoli green. E così andando sul sito del comune meneghino, nel “Bando per la concessione di contributi, destinati ai residenti a Milano maggiorenni per l’acquisto di veicoli a minore impatto ambientale e mezzi di mobilità non alimentati con motore endotermico”, nel paragrafo dedicato alla platea di potenziali beneficiari e per l’esattezza a quei soggetti che non possono presentare la domanda per il bonus, si legge: “I beneficiari con riferimento ad erogazioni di contributi devono aver presentato, in conformità a quanto richiesto dalla deliberazione di Giunta Comunale n. 651 del 13/4/2018, la dichiarazione di rispetto dei principi, delle norme e dei valori della Costituzione italiana, repubblicana e antifascista”.

Qualche pagina più sotto – relativamente alle modalità e ai termini per l’ottenimento del contributo – il concetto viene ribadito: “Dichiarazione in conformità a quanto richiesto dalla deliberazione di Giunta Comunale n. 651 del 13.4.2018, di rispettare i principi, le norme e i valori della Costituzione italiana, repubblicana e antifascista”. Repetita iuvant, appunto. Senza dichiarazione, insomma, la domanda decade e si può dire addio all’agevolazione.

“Chi vuole ricevere un contributo da parte del Comune per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale deve compilare e presentare l’apposita dichiarazione antifascista introdotta dalla giunta due anni fa”, l’affondo congiunto di Silvia Sardone Gianmarco Senna, rispettivamente europarlamentare e consigliere regionale della Lega, che puntano il dito contro la forzatura ideologica: “Non solo i compagni fanno la guerra alle classiche automobili mossi dal finto-ambientalismo, ma addirittura ci infilano una forzatura ideologica che non fa altro che ripetere quanto già previsto dalla nostra costituzione, solo per strizzare l’occhio a quella galassia di antifascismo militante che comprende l’ala più dura e oltranzista della sinistra, vedi i violenti centri sociali e dei collettivi”.

“Ricordiamo al sindaco Sala che di recente il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione che condanna i crimini e le violazioni dei diritti umani di tutti i regimi totalitari, compreso il comunismo a cui qualche esponente della giunta e della maggioranza milanese guarda ancora con favore nonostante i milioni di morti sulla coscienza”, proseguono i due esponenti del Carroccio, che poi sfidano Sala e la sua giunta: “Perché all’interno del modulo da compilare non si aggiunge il rifiuto ai ‘valori’ del comunismo come condizione per aver diritto a spazi comunali o a partecipare a questo bando ecologico? Se si vogliono combattere le discriminazioni bisogna farlo davvero, senza tutelare nessuna parte politica”.