Le nozze del Sole e della Luna – 12.07.20 (recensione)

425

Raido non poteva permettersi di perdere la sfida lanciata dal sistema in questi mesi di quarantena forzata: continuare ad armare le anime di quel Fronte che resiste e che continua a combattere, nonostante tutto, anche delle mura di casa.

Raido ha rifiutato il rimbecillimento delle droghe chiamate “Netflix”, “social-network”, “didattica a distanza” o “smart-working” e, alla chiamata, ha risposto «Presente!», mettendo a disposizione, sul suo nuovo canale Patreon, le conferenze tenute nei suoi 25 anni; o, ancora, collaborando con la redazione di Anti-Virus, la web-tv di Azionetradizionale.com, che ha realizzato quotidianamente interviste alle maggiori voci di rilevo della cultura non conforme (tutte raccolte nel libro Antivirus, idee contro l’epidemia di disinformazione, edito da Cinabro Edizioni)…

Ma finalmente, il 12 luglio scorso, è stato possibile assaporare di nuovo dal vivo le parole di Mario Polia, in un contesto agreste, perfettamente adatto al tema dell’incontro: I cicli stagionali e, nello specifico, i Riti e le festività agrarie dal Solstizio d’estate all’Equinozio d’autunno.

La natura è il primo libro scritto direttamente dalle mani di Dio: è l’espressione sensibile di una realtà sovrasensibile, ossia un simbolo, una modalità con cui Dio rivela se stesso, come insegna la Tradizione.

Nell’ambito di tale simbolismo vivo, la liturgia cosmica dell’alternanza delle stagioni assume un potere evocativo particolare, che agisce direttamente sull’anima dell’uomo: la vittoria della luce, al Solstizio d’inverno, evoca la vittoria dello Spirito, quale vera essenza di ognuno, la terra, invece, è simbolo anche della natura mortale di cui è costituto dell’uomo. Nel segno della tripartizione Spirito-Anima-Corpo, infatti, la terra rappresenta infatti la componente eminentemente terrestre dell’essere umano, quel Corpo che non può essere eliminato, bensì educato secondo i dettami dello Spirito.

La terra, la materia, l’Io: sono medesime espressioni che indicano ciò che appesantisce l’uomo, forze che lo conducono verso il basso e che gli impediscono di rivolgere lo sguardo verso il sole. Sono il drago o il Pitone che, come insegnano i miti di San Michele Arcangelo o di Apollo, deve essere trafitto dai dardi dello Spirito. 

Normalizzare il drago che è in noi significa dunque resistere a ciò che irretisce, tenere a bada gli appetiti, non farsi incantare dalle sirene dei molteplici metalli dorati che circondano la nostra vita quotidiana. Vincere il drago significa, come ci mostrano gli esempi di San Giorgio o di Beowulf, entrare in contatto con il tesoro da lui custodito: la Sapienza spirituale.

Se vogliamo dunque innalzare il Sè, è necessario educare il proprio Io. È questo certamente il seme più importante ricevuto da Mario: ognuno di noi ha il compito di farlo germogliare attraverso la lotta quotidiana contro il mondo moderno, per la vittoria finale della Luce contro le tenebre.

Ci si vede, questa volta virtualmente, su Patreon il 29 luglio alle ore 21:30 per la conferenza “Postpandemia. Dalla “Geografia Sacra” alla Geopolitica del Virus”. Interverranno Claudio Mutti e Daniele Perra.

A presto e in alto i cuori !