CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 37

173

All’Inaugurazione della Pensione Legionaria di Predeal
Nelle parole scritte da Codreanu il 24 ottobre 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro), in occasione dell’inaugurazione del ristorante e ostello legionario di Predeal, viene affrontato il tema della fiducia riposta nella coscienza di ogni legionario.
La pensione di Predeal è un luogo a disposizione dei legionari per ristabilire le loro condizioni di salute e per rigenerarsi in vista delle future campagne che li attendono. La località scelta è una delle migliori della Romania dal punto di vista climatico ed il tipo di attività commerciale ha come priorità quella di ospitare qualsiasi legionario, indipendentemente dal reddito, e non l’unico scopo di generare profitto.
Nell’ostello tutti i legionari dormiranno sugli stessi letti e nel ristorante mangeranno gli stessi piatti ma pagheranno secondo le proprie possibilità. Verrà fissato un prezzo minimo e un prezzo massimo e chi potrà pagare di più, pagherà di più. Se qualcuno non potrà permettersi nessuna spesa perché non ha soldi, non pagherà alcunché ma la Legione si impegnerà a trovargli un lavoro per consentirgli di averne.
Codreanu identifica chi dovrà giudicare quanto deve pagare il cliente: «lui [il cliente, n.d.r.] da solo. […] Il suo giudizio è senza appello». Il Capitano ritiene infatti che il legionario debba rappresentare una «umanità elevata» in grado di essere suo proprio giudice e di essere giusto. Contro chi considera ogni uomo vile o avido, il legionario deve essere in grado di giudicarsi da solo e di avere «il coraggio e la lealtà di dare “a ciascuno ciò che è suo”» e di essere «giusto e severo con se stesso».
Il Movimento deve formare “uomini nuovi” e solo coloro che sono in grado di essere giudici della loro propria causa sono degni di costituire la nuova base per il paese.
Il militante di oggi e di domani non si ponga come avvocato di sé stesso, trovando giustificazioni per le proprie mancanze in qualche fattore esterno; diventi piuttosto giudice della propria causa, senza rifuggire dalle proprie responsabilità e prendendo le scelte più giuste, non le più comode né le più convenienti per sé stessi. Solo così si potrà ambire a quel rinnovamento interiore che è presupposto per la vittoria.