Camerata Muhammad Alì: Le radici e il sangue contro i benpensanti apolidi

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ali muhammad

Tutti conoscono Muhammad Alì “The Greatest”, uno dei migliori pugili della storia della Nobile Arte. Un atleta completo, forte, veloce, il cui stile di pugilato rimane inimitabile ed è ben riassunto in una frase pronunciata da lui stesso: “Vola come una farfalla, pungi come un’ape“.
La sua storia e la sua carriera pugilistica sono ormai entrate nella leggenda, eppure Cassius Marcellus Clay (nome di battesimo prima della conversione all’Islam), è diventato famoso per essere stato un atleta a tutto tondo. Spesso parlava di politica, occupava la scena parlando di società e religione. Influenzato dalle parole di Malcom X, suo amico e maestro, Cassius si convertì all’Islam negli anni 60’, una conversione sincera che permise al giovane pugile di entrare in contatto con un mondo ben lontano dalla ribalta della società consumistica americana.
Non ci sorprendono dunque le parole che il giovane, ma saggio, Alì pronunciò durante una famosa intervista televisiva. Parole pungenti, ben lontane da quell’ideologia multiculturalista e livellatrice tipica della società anglosassone capitalista. Alì non ebbe infatti vergogna né paura di dire, in diretta televisiva, che “Nessuna persona intelligente vorrebbe che i suoi figli fossero dei meticci”, e che il giornalista che si opponeva a questa sua frase lo faceva solo perché era in televisione. Alì: “tu non lo vorresti, dici di volerlo perché sei in un programma TV e devi farlo”. Di tempo ne è passato tanto, eppure queste parole risuonano limpide e libere più che mai oggi.
Nel nostro mondo politically correct, permeato da un buonismo nauseabondo, segnato da leggi sulla “transfobia” e macchiato dalle rivolte dei Black Lives Matter, quest’intervista risuona più libera e sincera che mai. Perché infatti, come dice Alì, dovremmo vergognarci della nostra cultura, perché dovremmo abbandonare le nostre radici quando queste sono state volute da Dio stesso? “Chi non vuol restare con la propria gente è chi la odia… ti vergogni di ciò che ha fatto Dio. Dio non ha sbagliato nulla nel crearci”.
Alì: “non è la società, è Dio che ci ha fatto diversi”; chi siamo noi per voler cambiare, mischiare, modificare e cancellare qualcosa che Dio ha deciso?
Noi non siamo nulla in confronto alla Tradizione, alla Storia, alla Patria e Dio. Voler perdere la nostra identità sarebbe il peccato più grande che potremmo fare a noi stessi ed al creato: “Sarei triste se perdessi la mia meravigliosa identità”.
Una lezione da non dimenticare, sincera e diretta, che guarda in faccia alla realtà e non ha paura di affermare Verità scomode.