CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 38

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Circolare N. 108 – Una Nuova Cavalleria 
Nella circolare 108 dell’8 novembre 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro), Codreanu affronta il tema del comportamento che il legionario deve tenere nei confronti di una donna.
Soprattutto nel periodo di campagna elettorale, infatti, alcuni legionari si sono lasciati andare ad un comportamento eccessivamente lusinghiero nei confronti dell’altro sesso. Un atteggiamento che Codreanu definisce «salottiero» e caratteristico di un mondo in cui l’uomo, come vezzo, «perdeva il suo tempo facendo la corte alle signore e alle signorine».
Quello dell’uomo moderno è, già dall’epoca del Movimento, un comportamento eccessivamente gentile che maschera in realtà un’assoluta mancanza di rispetto e per il ruolo di donna e di madre. Il legionario al contrario deve essere rispettoso della donna – specialmente in quanto madre – e mantenere un certo contegno senza alludere al corteggiamento. Il Movimento deve costituire «una nuova cavalleria, legionaria, di buona educazione e di rispetto, senza troppi baciamani e moine».
La Legione è una comunità organica in cui uomini e donne hanno ruoli differenti ma entrambi necessari. Una donna è moglie, madre, studentessa, lavoratrice. La donna legionaria è pronta a sostenere la Legione nella famiglia, nei cuib, nelle attività commerciali legionarie, nei campi di lavoro e in quelli di riposo, e ovunque il Movimento necessiti della presenza femminile. La donna della Legione è custode del futuro del Movimento e della rinascita della Romania perché «il fanciullo sarà come lo educa la madre» (Il Capo di Cuib) perciò la donna romena, come la donna spartana, serve il Paese compiendo il ruolo di madre che la natura le ha riservato, educando i figli come figli della Legione, futuri legionari e aspiranti “Uomini Nuovi”.
Il militante di oggi e di domani riconosca la bellezza delle diversità che esistono fra uomo e donna, portatori di due visioni ugualmente buone ma non necessariamente identiche. L’amore di una donna, madre e moglie, non può essere l’amore di un uomo, che lo manifesta per natura in modo diverso e complementare. Consapevole di tali diversità, il militante rispetti la donna perché portatrice di un mistero e di una maternità spirituale che merita cura e gentilezza, e non ceda ad atteggiamenti pavoneggianti da donnaiolo né all’esibizionismo finalizzato all’appagamento del proprio lato dominante.