PENSIERI DI MARCO AURELIO – carattere romano, stile militante – 38

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Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO VIII

“Accuseranno la virtù ferendola con dure parole”.
Vi è una semplice indicazione che campeggia sul Tempio di Apollo a Delfi, una indicazione tanto concisa quanto essenziale per inoltrarsi lungo la via che conduce a riscoprire la scintilla divina che risiede nel cuore di ognuno di noi.
Conosci te stesso” per riscoprire la nobiltà del tuo animo.
Conosci te stesso” per essere vigile sentinella a difesa della tua cittadella interiore.
Conosci te stesso” per ESSERE.
E’ vero che ciò che siamo è determinato da ciò che facciamo, e che quindi la conseguenza delle nostre azioni determina anche il nostro essere.
Ma andando ad elevare il nostro punto di vista, possiamo constatare che ciò che facciamo è diretta conseguenza di ciò che siamo.
Poiché come recita Lao Tze la via del fare è l’essere e quindi dobbiamo concepire l’Essere come il presupposto del Fare ed il Fare come la verifica dell’Essere.
E’ fondamentale, per percepire l’esperienza dell’Essere, applicare le Virtù.
Applicare la capacità di sacrificarsi, la costanza, il coraggio, l’onestà, la presenza a se stessi, la disciplina.
Virtù essenziali che la società attorno a noi cerca di svilire ed attaccare ad ogni costo, giorno dopo giorno, sferrando attacchi mirati e poderosi.
Con le armi in suo possesso la Sovversione induce l’uomo a dimenticarsi della propria interiorità ed a coltivare solo ciò che è esteriore.
L’uomo non è più indotto ad essere soggetto attivo, ma oggetto passivo, stimolato a piangersi addosso, privo dell’onestà di prendersi carico delle proprie responsabilità, e scaricando di fatto sui fattori esterni i suoi problemi.
Ed è per questo che sono frequentissimi i casi di coloro che volendo mutare la propria condizione, non si attivano per rivoluzionare se stessi, ma si illudono che cambiando i fattori esterni potranno sentirsi completi e realizzati.
Vi sono quindi orde di illusi convinti che muteranno la loro condizione SOLO cambiando ambiente, provando il brivido di nuove sensazioni, viaggiando.
E vi sono anche orde di sconfitti che si arrendono alle sinuose lusinghe dell’abuso di farmaci, tranquillanti, droghe.
Viviamo nella tarda epoca della TV la quale ancora oggi inganna miliardi di persone al giorno, indottrinando le masse, svilendo la virilità dei popoli, insinuando il germe dell’apatia nelle nuove generazioni.
Viviamo nella nuova era dell’interconnessione globale istantanea in cui è possibile tramite i social network bombardare di notizie il singolo inerme individuo, stordirlo confonderlo e lobotomizzarlo, dopo averlo già reso debole e privo degli strumenti per difendersi.
Viviamo nell’era in cui gli esempi virtuosi vengono denigrati, censurati, volgarizzati e ripudiati.
Viviamo nell’era in cui il Sacro viene ghettizzato, deriso, depotenziato ed oscurato, privando ogni uomo ed ogni donna della Luce.
Ma tutto ciò che non è Luce, è inganno, è menzogna.
E NESSUN INGANNO PUÒ DURARE IN ETERNO.
Per abile che sia viene ad un certo punto la resa dei conti, ed è tanto più dolorosa quanto più ritarda.