Non si può più dire “donna”. Il politicamente corretto colpisce ancora

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Non si può più dire “donna”. Il politicamente corretto colpisce ancora
Immaginate un cruciverba. Cinque lettere, orizzontale: “Individui con una cervice uterina”. Vi verrebbe in mente la risposta? Ai giornalisti di CNN, evidentemente no.
In un recente articolo sulla prevenzione ginecologica, infatti, la redazione di Atlanta, avanguardia della neolingua di ispirazione orwelliana, si riferisce al gentilsesso come “individui con una cervice uterina”
E’ l’isterica mania del politicamente corretto che sta lentamente (?) distruggendo tutti i tipi di identità, financo quella di genere. Di più, occorre essere consapevoli che dietro il pretesto del timore, francamente ridicolo, di offendere chissà quale minoranza, sta avanzando l’ennesima operazione sociale di attacco alla dualità maschile-femminile, e di conseguenza al Principio da cui i due poli derivano. Un attacco al sacro, alla Tradizione. Attraverso strumenti sottili, come i vocaboli.
Quello di CNN non è però l’unico caso: ad esempio, la piattaforma Devex dichiara di “creare un mondo più equo per le persone che mestruano”. Persone che mestruano. Sono sicura che ci fosse una parola per indicare quelle persone. Qualcuno mi aiuti”, la irride l’autrice di Harry Potter, J.K. Rowling. 
Oggi, grazie al cielo, a qualcuno tutto ciò sembra ancora ridicolo. Ma tra dieci, quindici anni, quanto ci sarà ancora da ridere?

(tratto da ilGiornale.it) – L’ultima del politicamente corretto: ora è vietato dire “donna”

Il delirio del politicamente corretto in salsa progressista e l’ossessione compulsiva di accontentare ogni tipo di minoranza presente sul piano non ha limiti.
E così, anche la parola “donna” ora può risultare incredibilmente offensiva per qualcuno: dunque va ipocritamente eliminata, ignorata, contro la realtà dei fatti. Come riportato da Atlantico Quotidiano, la Cnn, in un testo che parlava di prevenzione ginecologica, ha pensato bene di rivolgersi agli “individui con una cervice uterina” e di non scrivere “donne” o “donna” in alcuna parte di un articolo di poco meno di seicento parole sulla salute delle donne e in particolare sul cancro all’apparato riproduttivo femminile. Matt Dornic della Cnn ha rivendicato questa scelta linguistica ed è passato al contrattacco: “Immagina di sentirti così minacciato dall’inclusività da sentirti costretto a scrivere qualcosa per colpire un’organizzazione che la pratica“, 
ha twittato Dornic.Come riportato da Fox News, molti utenti di Twitter hanno sottolineato che l’articolo ignorava una realtà fondamentale della biologia umana.
La biologia deve essere difficile per la Cnn“, ha twittato Kristan Hawkins, presidente di Students for Life of America. In un altro tweet, ha chiesto:
Vuoi dire donne? Solo le donne possono avere una cervice“. “Donne. Sono donne. E, cara Cnn, solo perché ti identifichi come un canale di notizie, questo non ti rende tale“,
ha twittato il politico britannico Peter Whittle. Nelle scorse settimane avevano scatenato non poche polemiche le parole di Jk Rowling, autrice di Harry Poter, che si era ribellata a questa folle deriva politically correct ironizzando su un titolo pubblicato sulla piattaforma Devex in cui si parlava della necessità di creare un mondo più equo per
le persone che mestruano“. “Persone che mestruano. Sono sicura che ci fosse una parola per indicare quelle persone. Qualcuno mi aiuti“.
Il politicamente corretto, un’ideologia totalitaria che mira a eliminare la storia, che come i terroristi dello Stato Islamico passa il suo tempo a buttare già statue e a cancellare il passato, ora cerca di mettere in discussione l’essenza stessa dell’essere umano. E dunque la “donna” stessa diventa una parolaccia, un potenziale insulto verso quelle minoranze che il politicamente corretto si prefigge di proteggere. Come spiega Carlo Gallli su La Fionda, professore ordinario presso il Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà dell’Università di Bologna, il contenuto politico del politicamente corretto
è quasi sempre mascherato, e declinato attraverso la morale: l’obiettivo politico è giudicare con moralità assoluta, apodittica, sottratta al tempo e allo spazio”. La neolingua non conosce la storia, la nega e attraverso l’anacronismo tende all’acronia. Si pagano colpe che non erano tali quando furono commesse; i discendenti rispondono oltre la settima generazione. La purga linguistico-politico-morale deve essere radicale“.
Il politicamente corretto, prosegue Galli nella sua analisi,
ha molti tratti in comune con il razionalismo individualistico moderno: condivide con Hobbes l’impulso antistorico, la tesi che “all’antichità nulla sia dovuto” e col giacobinismo il parossismo livellatore che per colpire i sospetti si fa tagliatore di teste“.