QUESTA È SPARTA – 1

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Con la ripresa delle attività, rinnoviamo le nostre rubriche: per un po’ di tempo ci dedicheremo a “Le Virtù di Sparta” di Plutarco, un testo classico fondamentale che racconta la forza inesorabile della disciplina e del coraggio spartano, fornendo spunti attualissimi per vivere i giorni d’oggi.
«Non sono le posizioni a dar lustro agli uomini,
ma sono gli uomini a dar rilievo alle posizioni»
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Re Agesilao il Grande pronunciò questa frase quando, ancora ragazzino, si trovò assegnato ad un posto di secondo piano all’interno del coro allestito per le Gimnopedie, feste in cui i ragazzi si esibivano in danze e gare sportive. Il futuro re di Sparta (400-360 a.C.), benché fosse già stato designato come discendente al trono, accettò di buon grado la posizione che gli venne indicata dal maestro, cogliendone un’opportunità per dimostrare le proprie capacità.
La nobiltà d’animo non si dimostra con l’importanza delle posizioni occupate né con il peso delle medaglie al petto; titoli altisonanti spesso coprono il silenzio delle virtù dell’uomo che se ne fa blasone. Viceversa, la vera elevatezza morale risiede nel compiere al meglio il proprio dovere senza pretendere lustro né onorificenze, per quanto umile possa essere la propria posizione.
Il re spartano accetta senza rancore una posizione defilata perché è forte della consapevolezza che saprà necessariamente farsi onore. Il maestro si trova così ad essere strumento – forse inconsapevole – attraverso il quale Agesilao può mettersi alla prova e qualificarsi.
In una società tradizionale si manifesta un’autentica Gerarchia, ordinata secondo l’aderenza ai principi e l’appartenenza all’ordine etico. Allontanandosi da una società così concepita, si verifica il distacco da tali principi ed il ribaltamento delle gerarchie; fino al giorno d’oggi, epoca del materialismo imperante, in cui conta più apparire che essere. Solo un occhio attento potrà riconoscere chi è guida, senza bisogno dei titoli accademici o del biglietto da visita.
E’ necessario discernere nell’animo le virtù che qualificano un uomo, senza lasciarsi abbagliare dal prestigio della posizione che occupa. Il fronte che combatte questo capovolgimento dovrà penetrare la natura degli uomini per saperne apprezzare l’integrità o per evitarne il contagio.