Radici e semina per la Rivoluzione – Coscienza e Dovere

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(a cura di Coscienza e Dovere)

Con questo contributo vogliamo tornare ad affermare il posto che deve mantenere il militante della Tradizione, in un’estate, ed in generale, in un mondo frenetico, segnato dal caotico fermento della sovversione, che cammina sulle gambe di una società che sprofonda sempre più inesorabilmente verso l’oblio.
È un’estate calda e amara quella che il Militante della Tradizione è chiamato ad affrontare quest’anno.
Dopo la quarantena obbligatoria, la sovversione che siamo chiamati a combattere, ha accelerato il passo e velocizzato la caduta del mondo verso sempre più abberranti realtà. Soprattutto nei giovani, già figli legittimi della sovversione su questo mondo. Fra didattica a distanza, banchi-scolapasta per mantenere il distanziamento in classe, acquisti online, serie tv sempre più perverse e ore di videogiochi in aumento, è stato dissolto ogni senso di responsabilità, di realtà e normalità, facendo divenire tutti ancora più egoisti ed amorfi, corpi vuotati da qualsiasi essenza, riempiti dalla continua ricerca di nuove e più forti emozioni istantanee, generando e mostrando chiaramente nuovi “ribelli da bar e social” che hanno come solo motto la tanto sentita frase “dal momento della riapertura” per colmare quell’interminabile senso di vuoto che come un martello pneumatico batte incessantemente nelle loro vite. Criceti quindi, che ingabbiati ed illusi di essere liberi, corrono sulla ruota che non porta da nessuna parte ma che disperde tutte le loro energie, con la convinzione che lì troveranno la libertà. 
Di fronte a questo scenario sorge la nostra riflessione. Questa estate ci pone di fronte un bivio, che per quanto oscuro, permette chiaramente di distinguere le due vie che si hanno davanti: rimanere in piedi in un mondo di rovine o soccombere definitivamente.
Contro tutto ed al di là di tutti, rimanere in piedi è il nostro dovere, quindi la nostra scelta! 
Anche se l’ombra di un’altro Lockdown si addensa sulle teste di tutti, è comunque ovvio che non si possono fare concessioni né allo spirito da quarantena, né al lassismo. La nostra lotta deve continuare proprio perché dura, impari, ed isolante, questa si conferma l’unica strada da dover percorrere con maggiore forza e coraggio. Come fu per quei giovani eroi che nella Seconda Guerra Mondiale continuarono senza mezzi e possibilità, fino alla fine, a combattere il nemico, “Come tradizione insegna, fino all’ultimo minuto”, citando Massimo Morsello. 
Chi ha deciso di mettere la propria vita al servizio della Tradizione, si troverà a combattere anche contro lo sconforto; una palude in cui si sprofonda ogni volta in cui la nostra opera di Trasmissione e Rivoluzione deve necessariamente confrontarsi con il mondo esterno. La via dello sconforto è sempre la prima a nascere nel cuore di chi si abbandona al fatalismo. Lo scoraggiamento è il vero portatore dell’isolamento, imboccando così una strada senza uscita. Nell’epoca attuale, la nostra più grande missione è la Trasmissione dell’Esempio, vissuta in modo sereno, distaccato, quotidiano, costante quindi INESORABILE.
Gli attacchi del sistema, le sue menzogne ed infamie, che si abbattono su di noi ogni giorno, devono essere sprono a ricordarci in ogni istante qual è il nostro compito, tenendo lontano ogni barlume di spirito arrendevole e compromissorio. 
Il compito del militante della Tradizione è oggi più che mai quello di vivere con serenità la sfida presente, come solo un Uomo Libero, non appesantito dagli attacchi nemici, può fare.
In ausilio della nostra vita e lotta, viene il simbolo naturale dell’albero.
Come alberi, dobbiamo assolvere al dovere per cui siamo stati creati, non curanti di quanto cemento freddo e duro circonda le vite in cui cresciamo: cercando di estendere le nostre radici il più profondamente possibile, continuando a combattere il male e a fare del bene, coltivandoci, esprimendo i frutti migliori della nostra essenza, preparandoci all’avvenire, di un inverno ancora più rigido e duro.
Come alberi, questa estate ci offre la possibilità di affermare la nostra “Militia Super Terram”, i nostri frutti, in un mondo che è diventato arido. E di seminare con gioia e perseveranza, avendo lo sguardo rivolto ad un orizzonte sempre più minaccioso. 
Questa estate, calda ed un po’ amara segnerà inesorabilmente chi è nostro fratello e chi nostro nemico. Al di là di tutto ciò che il futuro ci riserverà, Settembre è prossimo e le attività devono riprendere! 
E, dunque, ciò che ci insegna la semplicità e al contempo la solennità di un albero, deve essere l’attitudine da adottare in questa ultima parte dell’estate: la costanza, come vero e unico atto rivoluzionario, contro un mondo che vive di istinti e pulsazioni.
Perché, come sempre, 
Vita est Militia super terram