Le violenze per cui nessuno si inginocchia

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Originariamente pubblicato sul sito di Heliodromos col titolo “Violenza estiva e indifferenza di massa”

Si parla continuamente, e spesso a sproposito, di femminicidio. Ma i cultori dell’anti-violenza, della comprensione, così pronti ad additare le famiglie quali covi ormai cronici di uomini psicopatici pronti a violenze e maltrattamenti, così pronti a perorare le nobili cause dei diritti umani degli “altri”, quale manifestazione sociale hanno organizzato di fronte all’efferato stupro a Lignano di una quindicenne, questa estate? Gli autori erano due albanesi e un egiziano – tutti e tre affidati ad una comunità lombarda per minori stranieri, quindi soggetti a controllo e sotto la totale responsabilità degli operatori di detta struttura. Una ragazzina a quell’età, per quanto spavalda, ha sempre una dose di ingenua fiducia verso il prossimo e una pressocché totale incapacità a difendersi da un’aggressione di branco.

Questa spietata violenza faceva seguito ad un ferragosto di sangue, in cui un giovane 25enne era stato colpito e poi investito da tre albanesi di seconda generazione, quindi in teoria perfettamente integrati nel tessuto sociale, mentre il 13 agosto, negli USA, un afroamericano di 25 anni, aveva giustiziato, senza motivo, con un colpo di pistola alla nuca, un bambino di 5 anni seduto sulla sua bicicletta.

Questi episodi non vengono mai etichettati come atti di razzismo o violenze brutali, passibili di pene della massima severità. Non ci si inginocchierà, come per il pregiudicato Floyd, in ogni manifestazione pubblica, non sfileranno cortei contro la giustizia malata, o contro i politici corrotti che minimizzano e si affretteranno a insabbiare qualsiasi seria inchiesta su tali eventi; nessun disordine sociale contro il governo per la sua totale assenza di protezione verso i propri cittadini.

Nessuna voce si è sollevata e si solleverà in difesa di questi piccoli martiri che devono ringraziare, quali mandanti della violenza e della morte subita, non solo i politici autori di una mancata applicazione di pugno di ferro di fronte a tali eccessi, ma anche tutta quella larga fetta di popolazione che, in Italia come negli USA, è affetta irrimediabilmente da buonismo verso gli immigrati, ma anche da cecità e scarso senso comunitario verso i propri simili. Una massa preoccupata solo di mantenere quei miserabili privilegi che vengono consentiti a chi predica una solidarietà a 360 gradi e giustifica ogni illegalità, schierandosi come un fantoccio a difesa di immigrati, spacciatori, violenti e omicidi.