Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

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FABBRICANTI D’ORO

Titolo completo: Fabbricanti d’oro – storie di alchimisti
Autore: Gustav Meyrink
Anno: 2019
Pagine: 228
Il libro: Molti oggi in Italia conoscono i testi di narrativa e saggistica di Gustav Meyrink, soprattutto i primi, stampati innumerevoli volte specie negli ultimi anni, tuttavia in questo accavallarsi di riedizioni era finora sfuggito un singolare volume, Goldmachergeschichten,pubblicato nel 1925. Si tratta di tre storie di tre alchimisti, Laskaris, Sendivogius e Sehfeld, in cui, per la prima e unica volta, Meyrink usa un registro a metà fra la narrazione e la ricostruzione storica, fra cronaca e racconto. Insomma, una storia romanzata che oggi forse si definirebbe docufiction: la vita, le avventure, le fortune e le disgrazie di alcuni alchimisti tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento, cioè un periodo che i lettori non particolarmente edotti della storia dell’ermetismo occidentale potrebbero considerare insolito, abituati forse a immaginarsi gli alchimisti collocati in ambienti e atmosfere medievali.
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L’OPERAIO

Titolo completo: L’operaio – dominio e forma
Autore: Ernst Junger
Anno: 2020
Pagine: 320
Il libro: “L’operaio” apparve in Germania nel 1932, un anno prima dell’avvento di Hitler, suscitando entusiasmo, furore e scandalo, ma è così poco legato al momento storico in cui fu scritto, e tanto meno alle scelte politiche della Germania in quegli anni, da risultare per metà interamente smentito dal corso degli eventi, e per l’altra metà paurosamente profetico. In una società in cui l’individuo borghese e romantico è stato stritolato dalla tecnica, il suo successore più degno, secondo Jünger, sarà l’operaio, figura svincolata da ogni connotato di classe, che dominerà la tecnica trasformandola in forza costruttiva. Egli imporrà il dominio della forma; anzi, l’operaio è la forma superiore. L’analisi di un rapporto reale impone a Jünger assoluta verità, e perciò crudeltà. Per questo, “L’operaio” è uno dei libri più crudeli del nostro secolo.
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IL CUORE AVVENTUROSO

Titolo completo: Il cuore avventuroso – figurazioni e capricci
Autore: Ernst Junger
Anno: 2019
Pagine: 176
Il libro: Nei racconti del Cuore avventuroso si intrecciano le due anime di Jünger: quella lucida e assorta del contemplatore e quella infiammata e penetrante del visionario. Dal suo sguardo, confinante spesso con l’allucinazione, sorgono visioni che si vorrebbe fossero soltanto sogni: fiabe crudeli in cui una giovane bionda è straziata da una sorella bruna; magici sobborghi di Berlino che si aprono ad avventure verso l’ignoto. A queste scene buie si alternano momenti di luce accecante, in cui Jünger enuncia con formule memorabili le geometrie dell’universo, dai cristalli ai petali di rosa, tracciando bellissime descrizioni della natura, degli animali e degli insetti. Uno dei libri più folgoranti di un autore che ha attraversato da protagonista un secolo di storia contemporanea.
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LOGICA DELLA SOCIALIZZAZIONE

Documenti per il Fronte della Tradizione – Fascicolo n. 26
di R. Sermonti
35 pp.
Riedizione, sotto una nuova veste, del fascicolo n.26, racchiuso per la prima volta in una speciale collana: “Soldato Politico”.
Questo scritto di R. Sermonti testimonia la confusione esistente negli ambienti della destra radicale su tematiche importanti, tra queste indubbiamente la “questione sociale “.
Per molti, questa preoccupazione è l’aspetto politico più importante da doversi risolvere primariamente. Noi invece, siamo d’accordo con Julius Evola quando su “Gli uomini e le rovine ” scrive: “non il valore dell’uno o dell’altro sistema economico, ma quello dell’economia in genere va posto in questione ” ed ancora a proposito della differenza tra capitalismo e marxismo affermava che l’antitesi vera “è quella esistente fra un sistema nel quale l’economia è sovrana… e un sistema nel quale essa è subordinata a fattori extraeconomici “.
Rimettere le cose a posto significa pensare che non il piano economico o sociale determina il “progresso” umano, ma la riconquista della spiritualità da parte del singolo individuo e di conseguenza dell’intero popolo. Il contributo politico riscontrabile nella dottrina sociale del Fascismo è proprio nella tensione ideale che unisce lavoratori e imprenditori nella realizzazione del bene comune. Nella visione corporativa, all’interno delle aziende lo sfruttamento e l’ipocrisia sono messi al bando, il fulcro della produzione non è più il profitto, ma si lavora per apportare benefici al bene comune rappresentato dallo Stato.
Dal corporativismo del “ventennio” si passò, con una accelerazione giustificabile dal momento storico, alla socializzazione della RSI, con i famosi diciotto punti di Verona. Questa concezione politica, che esaltava prima la corporazione e successivamente la socializzazione, presuppone primariamente che l’uomo possiede una sua dignità, che non va calpestata o sminuita. Il lavoratore non è considerato come un semplice meccanismo del processo produttivo e consumistico, bensì è l’Uomo Integrale che ha una visione spirituale della propria vita.
Fuori da questa visione non vi può essere corporativismo, non vi può essere socializzazione! Il pregio del Fascismo fu quello di comprendere che in un mondo che stava rapidamente cambiando il centro della dottrina politica doveva essere l’uomo nella sua integrità: integrità fisica, psicologica e spirituale. Rutilio Sermonti, quindi, definisce in questo agile scritto l’importanza che devono avere per uno schieramento politico le idee sulla “questione sociale “, che sono scaturite con il Fascismo. Egli si augura, e noi con lui, che queste idee vengano riprese e approfondite senza gli equivoci che finora hanno creato sterili divisioni e confusioni.
RAIDO
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NON CI SONO INNOCENTI

Titolo Completo: Non ci sono innocenti.
Autore: Valerio Anna K. – Valerio Silvia
Anno: 2016
Pagine: 410
Il Libro: Non cerca solo la vendetta ideologica il capo della banda, l’Autocrate. Cerca quell'”anello che non tiene” nel sistema borghese, nell’Italia delle ipocrisie istituzionalizzate (qui rappresentata con eccezionale cura documentaria) – il belpaese delle sofisticazioni alimentari, degli enti inutili che drenano denaro pubblico a palate, degli assassinii per noia e delle stragi per lucro, del Monte Toc, delle canzonette, degli amori vigliacchi e dell’intossicazione yankee. Il suo è il doppio tentativo di cavalcare tanto il fermento ribelle che monta da sinistra, convincendo i compagni a unire le forze contro il nemico comune, quanto l’ambiente dei militari. Tutto questo servendosi di armi sempre più spregiudicate, che non possono non contemplare, alla fine, il tritolo. È la storia vera di Freda, di Ventura e dei membri dei loro gruppi tra il ’67 e il ’69.
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DALLA GEOGRAFIA SACRA ALLA GEOPOLITICA

Titolo completo: Dalla geografia sacra alla geopolitica
Autore: Daniele Perra
Anno: 2020
Pagine: 208
Collana: Politikón
IL LIBRO: L’obiettivo di questo lavoro, con il quale l’autore, riproponendo una nota nozione  guénoniana, recupera il concetto di «geografia sacra», è innanzitutto quello  di indagare la discendenza più o meno  diretta tra geografia sacra e geopolitica, dove la prima sta alla seconda come, più in generale, la scienza sacra sta alla scienza profana. La ricerca condotta attraverso un lungo viaggio immaginario tra i continenti mira a riscoprire i temi sacrali della prima che, seppur celati o ignorati, rimangono intatti nella seconda.
L’AUTORE: Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, Daniele Perra ha conseguito nel 2015 il Diploma di Master in Middle Eastern Studies presso ASERI – Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. A partire dal 2017 collabora attivamente con “Eurasia. Rivista di studi geopolitici” e con diversi siti di informazione geopolitica e di studi tradizionali. Le sue analisi sono incentrate principalmente sul rapporto che intercorre tra geografia, politica, filosofia e storia delle religioni. Nel 2018 il suo saggio Sulla necessità dell’impero come entità geopolitica unitaria per l’Eurasia è stato inserito nel vol. VI dei “Quaderni della Sapienza” pubblicati da Irfan Edizioni. È autore del libro Essere e Rivoluzione. Ontologia heideggeriana e politica di liberazione, Prefazione di C. Mutti (NovaEuropa 2019)
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CONTRO IL PENSIERO BREVE

Titolo completo: Contro il pensiero breve. Capire la crisi delle democrazie liberali.
Autore: Federico Cartelli
Anno: 2018
Pagine: 96
Il libro: Le democrazie liberali si stanno progressivamente trasformando in democrazie emozionali: alla rappresentanza degli interessi e delle istanze si è sostituita la delega delle pulsioni e degli istinti. Lo statista è stato rimpiazzato dal politico artificiale, prodotto in laboratorio dagli onnipresenti spin doctors che studiano gli algoritmi, analizzano i big data, pesano i sondaggi, sondano il web, contano i followers, carpiscono gli umori dell’opinione pubblica per convertirli prima in like e poi in voti. Le fratture sociali non vengono più riassorbite dalla mediazione dei partiti e il pensiero breve ha contaminato la comunicazione: ma la complessità dei nostri tempi può essere analizzata e compresa solo con una rinnovata consapevolezza basata sulla razionalità. Altrimenti, si rischia di andare incontro a un’instabilità cronica dei sistemi istituzionali dagli esiti imprevedibili.
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