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Bastianich, bastonato dai BLM e ‘contento’

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La dittatura del pensiero unico, che oggi si esprime nel motto “Black Lives Matter”, non risparmia nessuno. Nemmeno l’imprenditore Joe Bastianich, noto proprietario di ristoranti in tutto il mondo e giudice del programma televisivo “Masterchef”.
Infatti, i violenti agitatori della nuova religione mondiale – quella del ‘bianco colpevole a prescindere’ – gli hanno distrutto un ristorante per migliaia di dollari di danni. E lui che fa? Come reagisce? Beh, è contento.
Sono lontani i tempi in cui Bastianich sputava cibo e lanciava piatti in televisione, quando se la tirava come un divo di Hollywood e faceva il prepotente arrogante con dei poveri sconosciuti aspiranti cuochi… 12. Beh, il solito leone con le pecore e pecora con i leoni non ha il coraggio di schierarsi contro la dittatura del pensiero unico: pensate se avesse detto “quei violenti sono delle bestie e ora mi devono ripagare il ristorante?“… Sarebbe stato insultato da tutti perché ‘razzista, bianco e insensibile alle necessità del movimento BLM‘, con i suoi ristoranti vuoti e una carriera rovinata.
Bravo, Joe, missione compiuta: hai perso la dignità ma hai salvato il fatturato!

(tratto da www.ilfattoquotidiano.it) – Joe Bastianich, distrutto il suo ristorante a Los  Angeles durante le proteste: “Lo sopporto, purché sia fatta giustizia”. “Siamo indignati, questo paese non può avere futuro se non risolve questa ferita razziale. Se il costo per dare giustizia a Floyd è un ristorante bruciato, lo sopporto. L’importante è non stare in silenzio”, ha spiegato l’ex giudice di Mastechef

Così tra cariche di polizia, assalti dei manifestanti verso negozi e grandi magazzini, ci finisce in mezzo anche un ristorante di Joe Bastianich. Si tratta della Pizzeria Mozza e di Chi Spacca, due parti diverse dello stesso ristorante dove in una vengono serviti pizza e antipasti e nell’altra sono specializzati in salumi italiani. Il ristorante si trova nella rinomata Melrose Avenue a un tiro di schioppo dalla celebre Hollywood Walk of Fame. Durante la notte tra sabato 30 e domenica 31 maggio i manifestanti lo hanno preso d’assalto spaccandone le vetrate, gettando benzina per bruciarne gli interni prima ancora di aver rubato tutte le bottiglie di vino e gli incassi del giorno prima. “Tutti hanno il diritto di protestare e anche di agire per essere ascoltati mi spiace però che una minoranza di persone sfrutti questi momenti per rubare o spaccare tutto”, ha spiegato Bastianich che nonostante la distruzione del ristorante ha postato lo schermo nero sul proprio profilo Instagram aderendo al Blackout Tuesday. “Siamo indignati, questo paese non può avere futuro se non risolve questa ferita razziale. Se il costo per dare giustizia a Floyd è un ristorante bruciato, lo sopporto. L’importante è non stare in silenzio”, ha poi concluso l’ex giudice di Masterchef. Il ristorante aveva appena riaperto dopo due mesi di lockdown dovuto al coronavirus e ora dovrà essere completamente ricostruito.