Il “Willy bianco” di cui nessuno parlò

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Qualche anno fa nel Frosinate, ad Alatri, morì Emanuele Morganti, un ragazzo ventenne. Morì in circostanze analoghe a quelle della morte di Willy: pestato a sangue da un branco, fuori da un locale, per strada, lasciato a terra col corpo fracassato.
La notizia della morte di Emanuele arrivò alle edizioni regionali dei telegiornali, su qualche giornale online e lo sdegno per l’accaduto ancora oggi si risveglia quando il processo contro gli assassini fa passi in avanti. Ma… C’è un grande ‘Ma… 
C’è un ‘Ma…’ che nulla toglie alla tragedia del giovane Willy, ma anzi rispetta ancora di più la storia di questo ragazzo che in queste ore viene pesantemente strumentalizzata dai giornalisti italiani che smaniano per trovare un caso “Floyd all’italiana“, una matrice razzista, fascista, ma anche solo nazionalista, per fare di Willy il fantoccio delle loro campagne mediatiche, senza alcun rispetto per la vittima e per la sua famiglia. 
Eccolo il grande ‘Ma…’: “di Emanuele Morgani se ne è parlato ma non quanto si sta ora parlando di Willy. E non è un caso….
Infatti, perché per Emanuele Morganti non è stato fatto tutto questo clamore? Perché per Emanuele non si è arrivati alle prime pagine di tutti i giornali italiani? Perché la sua morte – e la violenza su di lui praticata, così come il suo sorriso sincero – non è stata così cavalcata dai media come quella di Willy?
La risposta è facile. Su, non ci giriamo intorno. Lo sappiamo tutti ma non vogliamo dirlo per non sembrare razzisti. Invece, è proprio un comportamento razzista tacere il fatto che di Willy si parla così tanto perché era nero, mentre Emanuele – banalmente bianco e italiano – è stato relegato tra le poche notizie secondarie
Quindi i media italiani stanno sfruttando Willy, stanno cavalcando la notizia della sua agonia, perché per i media la morte di un ragazzo ucciso a botte da un branco in genere non vale così tanto. Ma visto che Willy era nero, di un’altra etnia, allora fa più notizia e tira di più: a questi sciacalli non gliene frega niente di Willy in sé e per sè, di un ragazzino coraggioso e pieno di vita che per difendere un amico ci ha rimesso la vita. Ai media non interessa del dolore della famiglia che ha perso il loro tesoro, così come non interessa di tutti gli altri affetti che Willy aveva intorno. A loro serve Willy perché nero e perché fa vendere, mentre Emanuele – ‘banalmente bianco’ – non tirava così.
I media stanno calpestando il corpo di Willy, usandolo per i loro scopi razzisti, e stanno calpestando Emanuele, che non ‘meritava troppa audience‘ per via del colore troppo chiaro della sua pelle.