NAZISMO, con qualche lettera diventa NEGAZIONISMO

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Lo sappiamo da tempo: la guerra non si combatte più sulle trincee, tra proiettili e baionette. La guerra, oggi viva più che mai, si combatte sul campo delle idee. Idee, parole, immagini, concetti: qui si prende campo o si lascia campo al nemico.
E le parole sono una trincea, sono un confine da proteggere e difendere. Per questo non possiamo tacere l’ennesimo attacco del Nemico sul piano delle parole.
Infatti, vediamo che in questi giorni scendono in piazza e alzano la voce quei movimenti che non credono alla narrativa dominante sul Covid-19, non credono alla versione ufficiale sui vaccini, pensano che ci sia qualcosa di oscuro e poco chiaro in tutta questa storia. Tra questi movimenti ci sono persone che la pensano diversamente: c’è chi crede che il Covid-19 esista ma pensa che la sua origine non sia un pipistrello malato in Cina, né un laboratorio di Wuhan; c’è chi non si fida dei media e dei loro numeri su cui si costruisce la paura; c’è chi pensa che la cura sia già stata trovata ma celata; c’è chi crede che il vaccino contro il Covid-19 sia l’ennesimo grimaldello per impiantarci qualche veleno per sempre.
Insomma, opinioni legittime e credibili, che qualcuno può anche non condividere, ma non si tratta certo di ‘ufo e alieni’, di ‘terrapiattismo’ e altre bizzarrie.
Tuttavia, proprio perché trattasi di movimenti che sostengono tesi legittime e credibili ma antagoniste al potere costituito, i media allineati hanno trovato il modo di denigrarli ab origine, di inquinarne l’immagine sino dal loro nome. Così attribuiscono loro un termine che ha una doppia valenza negativa: i NEGAZIONISTI.
In primis, questo termine nasce sempre dalla stessa puzzolente feccia giornalistica che coniò questo termine contro gli scienziati storici che intendevano approfondire e confutare – come ogni scienziato fa – la narrativa emotiva dominante su alcune vittime della Seconda Guerra Mondiale. Ossia “caro scienziato: se provi ad approfondire, se non ti fermi al sentimento, se non credi a quello che ti diciamo tout court, allora vuoi negarlo, allora vuoi mistificare la nostra verità e sei anche tu un ‘nazista brutto e cattivo’, fai attenzione”.
Inoltre, il termine ‘negazionista’ non è certamente intellettualmente onesto verso questi movimenti, la cui maggior parte non nega l’esistenza del Covid-19 ma ne contesta caratteristiche e narrativa dominante.
Pertanto, chiamare “i NEGAZIONISTI del Covid” – come faziosamente fanno i media – questi movimenti è una manovra tesa a denigrare tali movimenti e a dare loro una connotazione quasi malefica, associandoli allo spauracchio del cd. ‘male assoluto’, al Nazionalsocialismo (vae victis) e quindi ai ‘nazisti brutti e cattivi’.
Le parole sono importanti.