Microchip nel cervello, la realtà oltre ogni previsione

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La realtà corre così veloce in questo inizio del nuovo millennio che è difficile stare al passo. Nemmeno il più diligente dei complottisti o il migliore fra gli sceneggiatori della serie Black Mirror avrebbero scommesso sulla possibilità di assistere ai test di microchip inseriti nel cervello. Eppure è successo. E lo sviluppatore di questo nuovo “progresso” della scienza non è altri che Elon Musk, l’alfiere dell’uomo 2.0, del “Transumano”. È lui stesso a dire, durante la diretta in cui la sua azienda, Neuralink, mostrava il risultato del primo microchip impiantato nel cervello di un maiale, il «futuro sarà bizzarro». Non solo, promotore del nuovo essere umano, Musk spera di poter avvicinarsi sempre più al «download verso un nuovo corpo o verso un corpo robotico». Insomma, alla scienza la nostra carne non piace.
Peccato che, come sempre, si sia persa completamente la strada da seguire e che tutte queste mirabolanti scoperte scientifiche non fanno altro che allontanarcene ancora di più. Queste scoperte, queste ricerche, non fanno infatti altro che focalizzarsi sul dato materiale, sui sensi, sulla materia e sul corpo. Infatti sono tutti miglioramenti “quantitativi”, che possono sì aiutarci nella vita di tutti i giorni, ma che non ci migliorano.
È infatti completamente abbandonato e dimenticato il lato qualitativo, quello spirituale. Non si ricerca l’Uomo, l’uomo vero nella sua tensione verso il Divino ed il Sacro, ma solamente l’uomo più “collegato”, più “interconnesso”, l’uomo più “semplice”.
A cosa serve poter vedere al buio come i gatti, ad esempio, se non si è migliorato sé stessi? Se non si ricerca Dio? Se la nostra vita è scandita solo dai quattro pilastri del borghese: lavorare-mangiare-dormire-riprodursi? A niente. E l’Uomo che persegue la via della Tradizione lo sa. Conoscere sé stessi, annullare il proprio Io, adeguare la nostra ai disegni della Provvidenza; ecco ciò che l’Uomo deve ricercare, non la facilità di un microchip nel cervello per poter spegnere la TV con l’occhiolino.

(tratto da insidemarketing.it) – L’interfaccia di Neuralink per collegare cervello e computer è stata testata sui maiali, ma potrebbe aiutare gli esseri umani di Raquel Baptista

In una presentazione mirata al reclutamento di nuovi collaboratori, Elon Musk ha presentato l’interfaccia di Neuralink per collegare cervello e computer, parlando delle potenziali applicazioni dell’impianto negli esseri umani.

L’imprenditore Elon Musk ha presentato al mondo Gertrude, uno dei maiali sui quali è stata impiantata l’interfaccia di Neuralink per collegare cervello e computer: così l’azienda statunitense ha scelto di approfondire il funzionamento di questo dispositivo, chiamato “Link”, parlando anche di una futura sperimentazione sugli esseri umani e dei potenziali vantaggi in ambito medico (ma non solo).

Di che tipo di dispositivo si stratta? Volendo semplificare, l’interfaccia di Neuralink per collegare cervello e computer può essere paragonata a un «fitbit inserito nel cranio con minuscoli fili», come ha spiegato Elon Musk durante la presentazione. L’idea di tradurre l’attività cerebrale in dati digitali non è però di per sé una novità. Particolarmente interessante è invece la struttura di questo dispositivo che sfrutta 1024 fili molto sottili e flessibili per raccogliere gli impulsi nervosi provenienti dalla corteccia cerebrale e trasformarli in informazioni digitali. Rispetto al dispositivo annunciato nell’estate 2019 (da posizionare dietro all’orecchio), il design è cambiato, diventando più semplice e praticamente impercettibile: si tratta infatti di un piccolo chip dalle dimensioni di una moneta che va impiantato nella scatola cranica con un intervento che dovrebbe durare meno di un’ora e che secondo l’azienda dovrà essere svolto da un chirurgo robot. Il chip in questione si può poi collegare facilmente al proprio cellulare, tramite Wi-Fi e grazie a un’applicazione ad hoc; inoltre, l’azienda aspira a ridurre il prezzo di questa tecnologia nel tempo, rendendola il più accessibile possibile.