Vaticano e Soros: scoperto il legame milionario che li unisce

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Non solo buoni rapporti, periodici endorsement e amici in comune: a legare il Vaticano George Soros anche una pioggia di quattrini. Per la precisione ammonterebbero a circa 2 milioni di dollari i contributi che il “filantropo” Soros avrebbe donato a organizzazioni gesuitiche riconducibili al cerchio magico di Papa Francesco.
Una pioggia di soldi e, forse, solo la punta di un iceberg che lega a doppio filo il Papa al magnate apolide. Un legame sinistro che, pure, motiverebbe i tanti ammiccamenti e le buone relazioni fra due mondi decisamente antitetici (sulla carta): da un lato, il capo della chiesa cattolica, teoricamente antiabortista e per la giustizia sociale, dall’altro, l’affamatore di popoli e di economiche, che propaganda eutanasia e aborto tramite la sua famigerata “Open Society”.
Nei fatti, invece, Francesco e Soros si sono trovati spesso su posizioni comuni – come abbiamo già raccontato diverse volte e anche recentemente – e forse, oggi, capiamo meglio anche il perché. Ma i soldi, lo sappiamo, sono solo un mezzo: il fine, purtroppo, è ben più serio e, utilizzando una metafora tipicamente cristiana che Bergoglio dovrebbe ben conoscere, puzza di zolfo.

www.iltempo.it – Le donazioni della fondazione Open Society. E la comune battaglia contro i sovranisti.

 

Un legame strettissimo tra il finanziere George Soros e Papa Francesco. Costruito con i soldi. Tanti soldi. Quasi 2 milioni di dollari.

E’ la vicenda raccontata dal quotidiano Libero in un articolo firmato da Pietro De Leo, nel quale si cita il lavoro effettuato da Aciprensa, agenzia di stampa cattolica peruviana ma dal respiro internazionale. Ebbene, scorrendo quelle righe si scopre come la fondazione di Soros, Open Society, abbia versato a vari associazioni gesuite, e per questo vicine a Bergoglio, la bellezza di 1.702.577 dollari.

Un problema di non poco conto per il Pontefice, visto che Soros è da tempo uno dei sostenitori dell’aborto, pratica ancora oggetto di “scomunica” in Vaticano. Ma il flusso di denaro spiegherebbe anche come l’ungherese e Papa Francesco si siano trovati sullo stesso fronte in diverse battaglie, da quella contro i “muri” anti immigrazione a quella contro i sovranismi.  “Appena qualche mese fa – ricorda De Leo su Libero – il finanziere parlò del progetto di Matteo Salvini come «una minaccia esistenziale per l’Ue». Lo scorso anno, in un’intervista a La Stampa, il Papa si scagliò contro il sovranismo, esprimendo preoccupazione sulla sua crescita di consensi. Ora, se è normale che un noto finanziere intervenga a piedi uniti nel dibattito politico, lascia perplessi lo faccia con la stessa disinvoltura un Pontefice, specie se nella porzione di pensiero politico che lui attacca si riconoscono molti cattolici”.