Il Signore degli Anelli aveva previsto la crisi del Covid-19?

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Pubblichiamo l’interessante intervista del filologo Ludwig Gartz, massimo esperto e traduttore de “il Signore degli Anelli” all’agenzia internazionale di informazione russa Sputnik.
Al di la delle suggestioni messianiche dello scrittore è interessante avvisare ancora una volta, tra le pagine del capolavoro tolkeniano, la divina lungimiranza e l’eterna attualità che solo un’opera “suggerita dall’Alto”, consapevolmente o meno, può possedere. 

(tratto da Sputniknews.com) – Fine della “corona-crisi” e dittatura: tolkienista sul futuro celato ne “Il Signore degli anelli” di Aleksander Boos

Nell’intervista rilasciata a Sputnik ha spiegato quali segnali sarebbero nascosti nel libro in merito alla crisi da coronavirus e come questa andrà a finire. Poi ha riferito quale sarà il futuro dell’umanità.

“Ne “Il Signore degli anelli” vi sono diverse linee narrative”, spiega il traduttore e scrittore Ludwig Gartz nell’intervista rilasciata a Sputnik in merito alla contingenza politica attuale. Nelle sue passate interviste il conoscitore di Tolkien dell’Assia aveva già sostenuto la presenza di numerosi riferimenti alla storia mondiale all’interno dell’opera. Ad esempio, l’esperto ha sottolineato che russi e tedeschi “sono legati gli uni agli altri dalla 

sorte” e che la fine delle attuali élite finanziarie e politiche viene prefigurata in questa somma opera classica del genere fantasy la cui trasposizione sui grandi schemi a inizio secolo ha generato un grande clamore.

Nell’epocale creazione di Tolkien, che fu pubblicata già negli anni ’50 dal filologo e linguista britannico, “è descritta la Battaglia dei Campi del Pelennor durante la quale le truppe di Sauron combattevano gli eserciti dell’Ovest”, spiega Gartz.

“Prendiamo ad esempio la scena in cui Frodo viene imprigionato nella città fortificata di Minas Morgul. Gli orchi (Uruk) cominciano a uccidersi a vicenda e Sam riesce a liberare l’amico. In questa linea narrativa siamo arrivati al momento in cui la lotta vicendevole tra orchi si è interrotta”.

Il traduttore interpreta questo momento come segue:

“Si è tenuta una lotta nascosta tra élite che è terminata, dopodiché l’élite americana è stata privata del potere. Non da ultimo grazie al presidente statunitense Donald Trump. Poi si arriva allo scontro diretto tra Shagrath (l’orco) e Sam. Questo a mio avviso significa che si sarebbe interrotta a marzo e subito dopo sarebbe scoppiata la crisi da coronavirus che qualcuno starebbe controllando su scala globale”.

La fortezza di Minas Morgul, secondo l’esperto, simboleggerebbe la “paura” che chiaramente è un elemento chiave del nostro tempo. La gente teme di contagiarsi, gli imprenditori temono di sopportare perdite economiche per via del virus. Il futuro appare molto poco sicuro.

Un’altra crisi analoga “alla quale partecipano tutti i governi” è spiegabile soltanto se viene controllata a livello globale. È proprio questo che simboleggerebbe lo scontro tra Sam e Shagrath.

“Sam rappresenta questa forza positiva e ottimistica propria dell’uomo che si sveglia e spera di riuscire a liberarsi da solo e di dare spazio alla propria visione del mondo. E sebbene Shagrath rappresenti un’enorme minaccia, alla fine decide comunque di fare un passo indietro”.

A Gartz “e a molti osservatori pare che questa crisi possa essere sfruttata (anche alla luce delle dicerie sull’imminente “seconda ondata” di coronavirus) per instaurare una dittatura a livello globale. Ma se prendiamo come punto di riferimento la simbologia de “Il Signore degli anelli”, molto probabilmente questo scenario non si avvererà.

Poiché Sam è riuscito a liberare Frodo, il traduttore ritiene “che questa manovra (di politica mondiale) non sia determinante e che tutti noi saremo in grado di far valere la nostra visione del mondo. E che il cosiddetto “Stato profondo” (deep state) vedrà finalmente la sua fine. Tra l’altro, questa situazione, se trasposta nel nostro tempo, potrebbe perdurare ancora un paio di anni”.

“Si tratta chiaramente di processi di comparazione per analogia che ho dedotto analizzando la situazione dal mio punto di vista”, riconosce Gartz. “È impossibile da dimostrare in maniera scientifica. Si tratta di mie supposizioni e interpretazioni, ma ho notato che nell’opera sono presenti diversi eventi storici del passato”. Dunque, è possibile interpretare in maniera analoga anche il futuro. “Non sono sicuro che accadrà esattamente quello che ho detto. Ma propongo una mia interpretazione sulla base della mia conoscenza di Tolkien. Questo processo di comparazione per analogia si addice a mio avviso a questa situazione. Tuttavia, non possiamo chiaramente definirlo una prova stricto sensu. A una persona che ragioni in maniera strettamente scientifica questo ragionamento potrà sembrare insensato. E io posso comprendere questa posizione”.

Il traduttore Gartz si è occupato per molti anni dello studio del linguaggio simbolico de “Il Signore degli anelli” e poi dell’analisi di tali segnali. “Ho letto anche le opere dei linguisti che hanno studiato i testi antichi della Bibbia”. Nel suo lavoro di ricerca, a detta sua, Gartz avrebbe rilevato diversi errori commessi dai traduttori. “Ho notato che il linguaggio simbolico può essere facilmente adattato anche alle opere di Tolkien. E poi ho scopeto una coincidenza di numerose formule ed eventi e ho deciso che questo non potesse essere soltanto una casualità”. Gartz è convinto che si tratti di “traduzioni corrette e sistematiche”.

L’affare Sauron: se l’“anello” e il nostro sistema monetario crollassero

“Penso che l’attuale crisi da coronavirus non porterà alla dittatura totale”, prevede il traduttore. “I popoli (e i Paesi) della Terra si libereranno nel futuro. Prima del crollo dello Stato profondo potrebbero passare chiaramente altri 2-3 anni. Poi l’attenzione sarà riservata al sistema monetario (nell’opera rappresentato dall’anello). Poi potrebbero passare alcuni decenni e solo allora riusciremo a modificare in maniera definitiva il sistema monetario”.

Sauron, il principale antagonista de “Il Signore degli anelli”, “comanda grazie all’anello, ossia il sistema monetario, i flussi globali di ridistribuzione della ricchezza che finiscono gradualmente nelle mani dei più ricchi. L’arricchimento avviene mediante l’imposizione di tributi. La riallocazione di questi flussi finanziari sarà possibile soltanto se riusciremo a guadagnare in altro modo e ad introdurre un sistema privo di tributi. Solo così si riuscirà a porre fine alla sperequazione e alla povertà”. Ma prima che la gente si renda conto di questo, potrebbe passare ancora molto tempo.

“Dopotutto i soldi sono stati inventati dall’uomo. Pertanto, l’uomo può benissimo eliminarli. A tendere il nostro futuro non potrebbe che beneficiarne”, conclude Gartz.

Ma finché questo non accadrà, l’umanità dovrà affrontare numerose crisi, non solo finanziarie. Tuttavia, dopo la conclusione della crisi da coronavirus “si radicherà una dittatura che non durerà a lungo in quanto il processo di liberazione del nostro pensiero non può essere interrotto. Ma poi tutto si verificherà molto velocemente: i dittatori si manifesteranno, ma, poiché non basterà loro il supporto, la dittatura crollerà”.