Il futuro è senza smartphone: la tecnologia viaggerà nel cervello. Parola di Mark Z.

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Lo smartphone, strumento per antonomasia per restare in contatto col mondo e sempre più al centro di processi e servizi essenziali attinenti tutti i domini della vita umana, potrebbe presto diventare obsoleto.
Il motivo è presto detto e a preconizzare un futuro alla “Blade Runner” non è qualche futurologo da blog di terz’ordine, ma il signor Mark Zuckerberg, inventore di Facebook e padre-padrone di una delle Big Tech che stanno scrivendo il futuro dell’umanità in questi anni.

Secondo Mr. Facebook, infatti, molto presto non utilizzeremo più “schermi” per essere connessi. Useremo visori ma anche dispositivi indossabili di realtà aumentata.  Indossabili come? Come un capo di vestiario o come supporti psemi-permanenti abbinati al nostro corpo?

Zuckerberg non lo dice, e proprio per questo lascia aperta la porta sul futuro che ci attende. Si assiste, cioè, a una progressiva evoluzione antropomorfa degli strumenti informatici, che vanno sempre più adattandosi ergonomicamente al corpo umano, con il dichiarato obiettivo di diventare un tutt’uno con questo.
In queste tappe “evolutive”, ci sembra sin troppo evidente lo scopo finale: entrare (fisicamente) in quei corpi che tali strumenti stanno già ampiamente inquinando, oggi.

Il risultato è quello di una nuova umanità, all’insegna di quel “nuovo umanesimo” che sta venendo da più parti evocato come il paradigma del mondo post-coronavirus, e che con un timing perfetto sta imponendosi nell’agenda di governi, gruppi industriali, opinionisti e influencer vari.

Insomma, sembra quasi – a voler peccare di un po’ di sano “complottismo” – che qualcuno stia riunendo le fila di ciò che è sparso e, su piani apparentemente diversi (tecnologia, finanza, costume, etc.), contribuendo così a creare il fronte unitario del trans-umanesimo mondiale.

(tratto da www.lastampa.it) – Realtà aumentata e virtuale, secondo il capo di Facebook, potrebbero costituire la piattaforma tecnologica in grado di eliminare la necessità di cellulare e display per la comunicazione tra le persone.

In futuro, lo sviluppo tecnologico potrebbe cancellare e rendere obsoleti iPhone e dispositivi dotati di un display. È questo lo scenario prospettato da Mark Zuckerberg in una suggestiva intervista rilasciata allo Youtuber Marques Brownlee.

Non solo social network e privacy
L’amministratore delegato di Facebook è spesso chiamato in causa e al centro di forti polemiche per la gestione dei dati degli utenti di app e social network, l’invasione della privacy, i rischi di manipolazione elettorale o il diffondersi incontrollato di fake news e di tossiche teorie complottiste come quella di QAnon. Ma, in questo caso, Marques Brownlee – meglio conosciuto come MKBHD e animatore di un canale tech Youtube tra i più seguiti con oltre 12 milioni di iscritti – evita di discutere questi argomenti per affrontare questioni di prospettiva che riguardano il futuro della tecnologia.

Realtà virtuale e aumentata
A questo proposito, l’amministratore delegato di Facebook allude al fatto che realtà virtuale e aumentata potrebbero cambiare il modo in cui le persone comunicano tra loro senza più l’impiego di schermi.

Una valutazione, quella di Zuckerberg, che giustifica il suo impegno orientato all’innovazione, portato avanti da Oculus. Realtà aumentata e virtuale sono in forte espansione, e l’azienda acquisita da Facebook nel 2014 gioca un ruolo di primo piano nel settore. Oculus ha da poco presentato il nuovo visore VR Quest 2 in occasione della conferenza annuale Facebook Connect, durante la quale è stato anche annunciato l’avvio della collaborazione con EssilorLuxottica per la realizzazione di nuovi occhiali intelligenti sotto il marchio italiano Ray-Ban.

D’altra parte, nel quadro del progetto Aria, la società di Menlo Park si ripropone contemporaneamente di sviluppare la ricerca su un dispositivo indossabile di realtà aumentata. L’innovazione in questo campo è guidata dall’attività di Facebook Reality Labs – la divisione Facebook AR/VR che crea prototipi di occhialini nell’ambito della realtà virtuale e sperimenta tecnologia audio avanzata – la cui missione è produrre strumenti in grado di aiutare le persone a sentirsi connesse sempre e dovunque.

La visione di Mark Zuckerberg, così come espressa nell’intervista concessa a Marques Brownlee, è coerente con questo indirizzo. Per il Ceo di Facebook ogni 15 anni emerge una nuova piattaforma tecnologica. Che è più innovativa rispetto alle altre in quanto consente un’esperienza più coinvolgente e immersiva migliorando la comunicazione tra persone e aziende. Oggi nelle nostre tasche c’è il cellulare ma questo potente computer dotato di un piccolo schermo – spiega Zuckerberg – non è il punto di arrivo ultimo dello sviluppo tecnologico. E la prossima piattaforma potrebbe essere rappresentata da realtà virtuale e aumentata.

Il fondatore di Facebook immagina un futuro nel quale le persone potranno comunicare e interagire fra loro e con oggetti virtuali indossando un paio di occhiali, non troppo grandi e ingombranti ma simili a quelli normali, in grado di proiettare ologrammi e senza avere necessità di un display come quello di un cellulare.

La forza e il tratto distintivo, superiore, della realtà aumentata e virtuale sono dati dal senso di presenza, cioè la sensazione di stare effettivamente con un’altra persona e in un ambiente, benché a distanza. Il che restituisce all’utente un’esperienza vivida e convincente sotto il profilo sensoriale. E’ un elemento che fa la differenza e pone in una condizione di vantaggio realtà virtuale e aumentata nei confronti di telefonini, tv, tablet, sostituibili da ologrammi digitali.

Migliorare il senso di presenza è, peraltro, una priorità dell’innovazione di Oculus, come sottolinea Mark Zuckerberg. Che, senza mai nominarlo esplicitamente, sembra recitare il de profundis per l’iPhone.