QUESTA È SPARTA – 5

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«Come può un uomo procurarsi la miglior reputazione?»
«Se le sue parole sono buone e le sue azioni belle».
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Il re di Sparta Agesilao risponde con poche parole ad una domanda complessa su quale fosse la condotta che uno spartano deve tenere per vantare la migliore reputazione. Uno stile laconico sia nel contenuto della risposta che nella forma essenziale e asciutta con la quale viene espressa.
I termini greci “καλός κἀγαθός” (kalòs kagathòs) indicano che ciò che è bello è anche buono in quanto conforme a verità. Lo spartano deve essere valoroso in guerra e possedere tutte le virtù per compiere azioni “belle”, attinenti ad un comportamento etico “buono”. Un’impresa bella è anche buona e suscita ammirazione e stupore, il ricordo di essa la rende immortale e la trasforma in esempio.
Un’altra caratteristica tipicamente spartana (e greca) è la philautía, la virtù che porta l’uomo a preferire una vita breve, vissuta sfruttandone al massimo le possibilità, piuttosto che una vita lunga trascorsa nell’indolenza. Conscio ed orgoglioso della propria forza, lo spartano sa che essa è un dono che richiede capacità di domare gli istinti, di superare i limiti della propria umanità, di contenere la superbia o l’ira, di conoscere le proprie debolezze, ed infine di saper decidere – pur usando la ragione – con la parte più nobile del cuore. Raggiungere la bellezza richiede il sacrificio degli interessi personali, esige la pienezza della fede, impone la rinuncia ai beni materiali.
Alla bellezza delle azioni, alla forza del braccio e all’eroismo delle gesta deve accompagnarsi la potente saggezza e l’amorevole purezza della parola. L’eloquenza non è la virtù della dissertazione e della retorica ma la capacità di affermare verità e giustizia. Saggio è colui che sa interpretare con sano realismo lo stato dei fatti e le risorse a disposizione, è in grado di prevedere in anticipo lo sviluppo degli avvenimenti e sa risalirne alle origini.
Non è forte l’uomo rissoso, né persuasivo chi è sempre pronto a litigare ma l’uomo calmo, che domina se stesso, e si comporta con gentilezza. La statura di un uomo si misura in rapporto alla difficoltà delle prove da superare non in base all’ostentazione, intrisa di vanità e dettata da impeti disordinati e istintivi. Parole buone e azioni belle appartengono a colui che rifiuta il chiacchiericcio gesticolante e rumoroso, conosce il senso della misura e del parlare meditato, mantiene uno stile sobrio, aristocratico e distaccato.