Bielorussia: Boldrini e Fiano? No grazie! Respinti alla frontiera

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Volevano volare in Bielorussia per una missione “umanitaria”, non autorizzata: Boldrini e Fiano sono stati però respinti all’imbarco del volo che li avrebbe condotti a Minsk.
Una brutta avventura o, per meglio dire, un’avventura mai cominciata per i due “rivoluzionari” italioti che sognavano così di ergersi a paladini della democrazia nel Paese ex-sovietico.
La pattuglia dei radical-chic (composta da: Boldrini, Fiano, l’ex ministro Orlando e il deputato Pollastrini) voleva portarsi lì dove i Paesi occidentali soffiano da tempo sul fuoco delle proteste contro il premier eletto Lukashenko, realizzando un’ingerenza sgradevole e inaccettabile sul piano delle relazioni internazionali.
Ed effettivamente un paio di loro è riuscita a salire a bordo dell’aereo, ma non gli ex “comunisti” Boldrini e Fiano…. un paradosso se pensiamo che la Bielorussia è l’ultimo Paese “sovietico” esistente!
Doppio schiaffo inoltre per quest’ultimo, in quanto Fiano ricopre anche il ruolo di e responsabile della politica estera del PD in segreteria nazionale: materia nella quale non dev’essere particolarmente apprezzato, visto il respingimento alla frontiera con un altro Paese (quello sì, sovrano!).

www.unionesarda.it – I tre deputati erano in partenza per partecipare alle proteste contro il presidente Lukashenko.
 

Con questa motivazione le autorità della Bielorussia avrebbero impedito l’imbarco per Minsk a Laura Boldrini, Lia Quartapelle ed Emanuele Fiano.

I tre deputati sono stati “rimbalzati” all’imbarco all’aeroporto di Fiumicino, mentre altri due parlamentari del Pd, Andrea Orlando e Barbara Pollastrini, non avrebbero invece avuto problemi a salire sul volo – operato dalla compagnia Belavia – decollato poco prima dellpora di pranzo.

Alla base del diniego ci sarebbe la partecipazione di Boldrini, Fiano e Quartapelle a un evento, organizzato a Roma nei giorni scorsi, intitolato “La Bielorussia al bivio”.

Un confronto con dibattito dedicato alla situazione della Bielorussia, alle prese da settimane con aspre proteste nei confronti del contestato presidente Alexander Lukashenko.

Da quanto si apprende, gli esponenti dem erano diretti in Bielorussia proprio per partecipare ai nuovi cortei di contestazione in programma domenica.