La nostra rabbia è il nostro Amore

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Noi, che abbiamo un sentire diverso, un afflato ancestrale, un richiamo primordiale alla Tradizione, soffriamo ogni giorno in questo mondo. Soffriamo e patiamo, spesso in silenzio, perché, lo sappiamo, “gli altri non possono capire“.
Non possono capire la sofferenza ogni giorno che veniamo subissati di notizie terribili, di immagini perfide, di messaggi subdoli e meschini.
Non possono capire la rabbia che ci monta dentro perché un programma televisivo spoglia uomini e donne adulte dinnanzi a una platea di bambini. O perché una madre incita una figlia a essere una donna egoista, senza amore per il marito e i figli. O perché un ragazzo muore e i giornalisti provano a dare la colpa al nostro mondo militante. O, ancora, perché si usano Figure Sacre e Sante per sponsorizzare l’aborto
Poi c’è quella serie di Netflix dove sculettano delle undicenni, mentre i Cattolici la difendono. C’è quella donna che si filma mentre abortisce tutta emozionata. C’è quella nuda che, pagata da qualche occulto signore, prende Gesù Bambino dal Presepe e aizza la folla. C’è quel giornalista infame che scrive trame nere e fattura soldi su soldi infangando il nostro mondo.
Queste e altre millemila notizie ci feriscono, ci fanno incazzare, ci fanno sentire lontani da questo mondo perverso, ma spesso sentiamo che l’urlo di rabbia verso tutto questo resta strozzato nelle nostre gole. Perché, appunto, siamo noi quelli strani, quelli diversi, quelli ‘venuti male’, quelli che non capiscono, quelli ‘del Medioevo’, quelli che rifiutano il Progresso, quelli retrogradi, quelli provinciali
Ma non ci fanno male le parole sprezzanti e derisorie rivolte verso di noi, nemmeno quegli sguardi compassionevoli e accoglienti di quelli ‘progrediti’, che ci guardano come si guardano le bestiole allo zoo. Piuttosto, ci fanno male le loro malefatte e i fendenti che tirano al corpo agonizzante di questa realtà, la cattiveria cieca che spargono nelle nostre strade e nelle nostre anime.
Spesso vorremmo dire ‘basta’: basta incazzarsi, basta combattere, basta fare militanza, basta ribadire quella che è la Verità e la Giustizia con le nostre piccole, insignificanti ma coraggiose, azioni. Basta nottate fino all’alba a studiare la Dottrina, basta serate tra fratelli a parlare di come il nostro mondo dovrebbe essere. Basta con tutto. Basta speranze.
Questo nostro povero cuore quante ferite deve sopportare… Ormai puoi vederci attraverso, calpestato e pugnalato da troppo dolore, troppa cattiveria, troppo spregio dei basilari principi umani. Or ora arriva la notizia che una capofila delle bestie sataniche afferma che “Ogni donna ha il diritto di scegliere se e come portare avanti una gravidanza. E ogni donna che abortisce, a prescindere dalla ragione per cui lo fa, deve avere il diritto di decidere il destino del feto“. E questa tristezza trova un altro muro maestro.
Ma poi… Poi la delusione e il rammarico hanno fatto il loro corso. La rabbia c’è, resta, ma quella è e quella resta. Sempre. L’odio – tant’è – è giurato, promesso e scalfito nell’Amore che abbiamo per la Tradizione. La Fede – quella vera, autentica, che brucia – ritorna a fiammeggiare e ci riscatta da tanto sconforto. Non è finita, non è mai finita e mai dovrà finire.
Allora, nessuna resa.
Riprendiamo la marcia, silenti, senza sconforto ché ormai è passato. Senza sconforto, ché lo sconforto non serve a niente, non è niente, è solo nella nostra anima terrena e presente, contingente e illusoria. Lo Spirito è vincente per l’eternità e di questo mondo che passa, tra bestie sataniche e figli del Caos, come li chiama un Camerata che ci precede nella Via.
La nostra rabbia resta la stessa, ma ce la mettiamo in tasca, e proseguiamo nel cammino, pronti a scagliarla in faccia a chi ci si pone davanti.
Tutto il dolore che questi nemici seminano nel nostro mondo, tutte quelle lacrime che fanno sgorgare dai visi stanchi, si riassorbe, si compensa, si fonde, si unisce, ritorna al Padre che tutto ordina. Quel dolore e quella rabbia sono perché ora, qui, devono essere, perché così deve essere e allora, conformando la nostra Volontà al Disegno Divino, la Provvidenza si compierà e tutto riscoprirà il suo senso. Quei bambini uccisi nel grembo, quelle vite martoriate da stenti e grigiore, quei fedeli disillusi da cleri indegni, i nostri camerati offesi e derisi: tutti questi troveranno conforto e dignità alla fine dei tempi. Questo è certo.
A noi, ora, sta solo lottare con Fede.

(tratto da “Il Signore degli Anelli”)

Sam: “Lo so. È tutto sbagliato. Noi non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo. È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire il perché. Ma credo, padron Frodo, di capire, ora. Adesso so. Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa.”
Frodo: “Noi a cosa siamo aggrappati, Sam?”
Sam: “C’è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo.”