Knightfall, ennesima pessima serie Netflix

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A Netflix ormai sono bravi, bravissimi. Hanno trovato il modo per farci capire subito di che pasta sono fatte le loro serie tv. A volte basta un trailer o una locandina, come in questo caso. Altre volte, come per Knightfall, in 15′ minuti della prima puntata della prima serie, ci vengono sparati due-tre colpi che abbattono subito ogni nuova occasione che vogliamo dare a Netflix.

Cosa dovrebbe essere Knightfall

Leggiamo dalla pubblicità di Netflix: “Quindici anni dopo la fine fallimentare delle Crociate, un cavaliere diventa maestro dei templari di Parigi e scopre un segreto sconvolgente“. In pratica, con costumi ben fatti e scenografie molto appariscenti (che subito ci illudono, ma la delusione arriva presto), chi viene dal nostro mondo viene subito allettato da una serie così ben presentata: ah, finalmente si parla di Templari, di santi guerrieri ed eroi con la spada, di vite donate per il Sacro, di Terra Santa e Sacro Graal. Finalmente vedremo frati all’assalto e spade infisse sull’altare per la difesa del Principio, come una nota canzone ci ricorda. E siamo pronti a gridare NON NOBIS DOMINE! Nemmeno per sogno: tutt’al più, è un vero incubo, grottesco e ridicolo.

Cosa è invece Knightfall

Partiamo subito male, con i Templari che si salutano con uno yankissimo “Fratello” (e non nel senso di ‘fratello frate’ bensì proprio come nei sobborghi di San Francisco), ma ci potrebbe anche stare, considerando il livello medio delle serie tv.
Ma il “bello” viene quando il protagonista – Sir Landry – afferma che “Dio ci ha abbandonati”. Proprio così: un Templare, un uomo che ha votato la sua vita alla Fede in Dio, che dovrebbe non volere la gloria per sé, bensì per il Dominus, per il Signore, afferma incazzato e durissimo, tipo Schwarznegger negli sparatutto anni ’90, che Dio non c’è. E allora, caro Templare, allora per cosa combatti? Insomma, già la prima stupidaggine che fa sorridere. E il dito sul telecomando si avvicina al tasto “back” per cambiare ma… vabbè, continuiamo qualche minuto, magari ora cambia.
E invece nemmeno per sogno: il nostro “eroe” Sir Landry, dopo aver lasciato che il Santo Graal – rappresentato da un bicchiere da champagne in coccio rosso… insomma le basi… basta fare una ricerca su Google e si vede che nell’iconografia comune il Santo Graal, nel suo aspetto sensibile, è una coppa dorata o comunque luminosa e scintillante – insomma il nostro pseudo-eroe vede una donna per strada e se la porta a letto, anzi contro l’asse portante di una casa, con una veemenza da film porno. Si scopre poi che l’incontro non era casuale: i due si conoscevano e quindi magari si spiega tanta ‘intesa’.
Quindi, in buona sostanza, in 15 minuti gli sceneggiatori ci hanno già descritto i Templari: mezzi yankee palestrati, che parlano come ragazzini nel centro commerciale, non credono in Dio e contravvengono volentieri al sacro voto di castità, senza batter ciglio. Ma chi è lo storico? Forse è Roberto Saviano?
Ci sono sufficienti elementi per spegnere Netflix, insomma. Non perdete tempo con questa serie: noi abbiamo speso 15 minuti e speriamo che siano stati utili per invitarvi a migliori attività.