“Negazionisti”, la nuova etichetta del male

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(a cura di un lettore di AzioneTradizionale.com)

L’epoca della videocrazia, da YouTube a Netflix alle videoconferenze, nella quale viviamo ci ha abituati sempre meno a passare del tempo nella lettura, libri, riviste e giornali, facendo calare al contempo la soglia di attenzione e di analisi per ciò che ci circonda. È così che le cosiddette “etichette”, frutto di quelle tanto odiate generalizzazioni, sono diventate fondamentali per una più rapida scelta e classificazione di cose, aziende, persone.
Si prenda in esame, ad esempio, il termine “aranciata”: esistono sul mercato numerosi prodotti che classifichiamo sotto tale nome, ma nella realtà, “dietro” l’etichetta, di arancia ce n’è ben poca, se non nulla.01

Ora, invece, prendiamo in esame la parola, tanto di moda nell’era Covid-19, “negazionista”: nata per screditare tutti coloro che hanno fatto un duro lavoro di revisionismo storico, è divenuta termine negativo per eccellenza, anche grazie all’assonanza evidente con “nazista”. Dunque: parola riconosciuta, universalmente, come il peggiore dei vocaboli esistenti, rappresentazione topica del male assoluto, del demone da sconfiggere. E quale miglior termine, se non questo, poteva essere più opportuno affibbiare a chi, in questi giorni di autocarcerazione globale, prova a mettere in discussione la favola del virus cattivo che aggredisce chiunque gli capiti a tiro?
Ebbene: credi che darsi la mano non sia pericoloso? NEGAZIONISTA!
Credi che indossare la mascherina sia dannoso per te e per gli altri? NEGAZIONISTA!
Credi che non ci sia differenza se in casa tua ci siano 5 o 10 ospiti? NEGAZIONISTA!
Credi che dopo aver lavorato (per chi ancora può) 8 ore al giorno, non sia normale andarsi a rinchiudere in casa? NEGAZIONISTA!
Credi che il vaccino non possa salvare l’umanità intera? NEGAZIONISTA!
Si potrebbe andare avanti ancora a lungo. Ma la caccia al negazionista è ormai cominciata. Persone (guarda caso il termine viene dall’etrusco “maschera per attore”) lobotomizzate da ore e ore di sedute psicanalitiche in tv, terrorizzate a tal punto che un nuovo “confinamento” (si, è la semplice traduzione del più amato “lockdown”. Una volta si confinavano i criminali, ora si confinano tutti quanti, tranne i criminali veri) viene auspicato come l’unica via di uscita nell’attesa di una cura definitiva. Persone, si diceva, che non hanno il coraggio di alzare la testa, ma rinvigoriscono quando c’è da denunciare il negazionista di turno, pericoloso reduce della seconda guerra mondiale, che ci porterebbe ad una nuova catastrofe umana. Persone che trascinano i loro corpi mascherizzati contro uomini che “sono dunque pensano”. A voi la scelta.