SCRIPTA MANENT – 13

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AEQUOR, // UNDA, // VENTUS, // AER // REMIS, // VELIS, // IGNI, // ALIS.
IL MARE CON I REMI, L’ONDA CON LE VELE,
IL VENTO CON IL FUOCO, L’ARIA CON LE ALI.
Siamo sul Lungotevere delle Navi a Roma, di fronte al Palazzo della Marina. L’imponente edificio e le iscrizioni lì apposte risalgono al 1928 (fonte: Antonino Nastasi, Le iscrizioni in latino di Roma Capitale (1870-2018), Roma 2019).
Tra le varie epigrafi visibili, ve n’è una rubricata di nero, ubicata tra le finestre dell’ultimo piano nel prospetto posteriore, composta da soli otto sostantivi: i primi quattro a sinistra e gli altri quattro a destra.
Vengono specificati nella prima “quartina” gli elementi naturali attraverso i quali agisce la marina (l’acqua del mare, – AEQUOR, il mare calmo, e UNDA, il mare agitato, – e l’aria del cielo – VENTUS, il vento non favorevole, e AER, le correnti aeree). Nella seconda, gli strumenti attraverso i quali sono affrontati e domati i suddetti elementi (i remi – REMIS – le vele – VELIS – il fuoco dei motori – IGNI – le ali – ALIS). Accoppiando ciascuno dei nomi della prima e della seconda metà, si compongono i relativi mezzi di trasporto: le navi a remi, le navi a vela, i piroscafi, gli aeroplani.
Navi e aviazione navale, dunque: si potrebbe dire, parafrasando Julius Evola, che l’epica dei cieli e dei mari  è qui tutta racchiusa in una sintesi che conduce l’uomo a mettersi alla prova con gli elementi dell’acqua e dell’aria, affrontandone gli aspetti più ostili, servendosi con duttilità degli strumenti che la natura stessa gli offre. Piegandosi per dominare gli elementi naturali, e quindi se stessi, e non irrigidendosi di fronte alle asperità con l’opposta conseguenza di farsi dominare dalla natura e, quindi, soccombere a se stessi.