Cuib Femminile | Eva e Maria

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a cura del Cuib Femminile RAIDO

Eva e Maria
Simboli di Caduta e Resurrezione, Eva e Maria appartengono all’essere donna e si sublimano attraverso la spiritualità. Entrambe rimandano alla caratteristica tipicamente femminile dell’essere ricettiva ed entrambe rappresentano l’amore. Ma entrambe rimandano anche alla natura misteriosa della donna, alla sua ambiguità e alla sua acquaticita’, al contempo però la donna può sublimare se stessa e diventare Portatrice di vita e custode di spiritualità, come le vestali, a veglia del fuoco sacro. 
Dunque oggi la donna, nel cercare se stessa, deve anche essere consapevole del suo potere di distruttrice e al tempo stesso creatrice, deve essere consapevole di poter innalzarsi verso il sacro e scendere nel baratro più nero; caratteristiche della natura umana. 
Oggi il nostro auspicio è che questo contributo riesca a suscitare nelle donne la curiosità e il desiderio di scoprire veramente la loro essenza, la loro vera natura; senza doverla cercarla altrove…
 
La Donna
La donna ha sovranità d’amore che l’uomo ignora, perché è ricettiva, è vergine, è madre, è, sì, Eva, ma sovrannaturalmente è Maria, e questi due simboli, di Caduta e di Resurrezione si alternano nel seno suo abbassandola o innalzandola, facendone arra di morte o di vita, d’imbestiamento e d’indiamento.
E questo è il vero mistero della donna, l’ambiguità Eva-Maria, la carne che si spiritualizza e lo spirito che si carnalizza: in questa duplice alternanza c’è un segreto che l’uomo ignora e che l’uomo sgomenta. Infinitamente più libera, più spontanea, più decisa dell’uomo, la donna sembra superarlo in ciò che all’uomo manca, la ricettività, ma è dall’uomo superata in candore, puerilità di coscienza e nettezza spirituale. Quando il sesso diventa unitario – nel misticismo, nel santo – non si può parlare più di antitesi perchè allora Eva non è più Eva, ma Maria, Maria madre del Cristo per opera dello Spirito di Dio che l’inonda di sapienza…
 
tratto da Aforismi e Poesie di Guido De Giorgio, Archè, Milano, 1999