Elezioni USA: perché festeggiate?

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La CNN ed i media hanno annunciato a gran voce la vittoria dei Democratici e di Biden. Tutto il mondo si è affrettato a congratularsi con il -non ancora vincitore- Biden. “L’incubo Trump” è alle spalle e i nostri politici hanno subito assunto l’atteggiamento prono e supplichevole dei servi. Ciò che ci colpisce, però, è il grande sostegno da parte delle persone normali a questo nuovo presidente.
Persone che fino a ieri non sapevano neanche chi fosse il sindaco del loro paese: la casalinga di Voghera, lo studente di Catania e il ristoratore di Cuneo. Persone normali, persone come noi, nostri amici e parenti. La maggior parte di questi infatti ha festeggiato la vittoria di Biden sui social come se l’Italia avesse vinto i mondiali. Gente che non sa neanche cosa siano l’Andorra o cosa sia il Prodotto Interno Lordo che inneggia ad una nuova età dell’oro di pace e tolleranza.
Non sanno neanche loro perché lo stanno facendo, ma lo stanno facendo perché i media gli hanno detto per anni che è giusto così. Ma non sanno nulla di geopolitica o politica internazionale. Non sanno nemmeno chi è Biden!
Questo infatti è il classico pupazzo che verrà rimpiazzato in poco tempo dalla sua Vice-President Harris ma non solo, è palesemente manovrato da Clinton, Obama e dall’establishment silenzioso che governa il Paese a stelle e strisce. Ma non è ancora detta l’ultima parola come sappiamo, perché i video, le prove dei brogli e la questione del voto per posta – hanno votato pure i morti per Biden, e non è uno scherzo! – aprono un grande punto interrogativo per tutti i Trumpiani americani.
Bisogna però chiedersi: come siamo arrivati a tutto questo? da quando possiamo anche solo pensare di “tifare” per un presidente americano?!
Stiamo parlando degli Stati Uniti d’America; stiamo parlando della Cartagine moderna. Una Nazione costruita da mercanti per mercanti, il faro del liberal-capitalismo mondiale, un paese fondato da massoni e giacobini, che parlano di dio ma l’unico dio che venerano è il denaro. Un paese guerrafondaio che ha insanguinato il Medio Oriente, l’Estremo Oriente Asiatico, il Sudamerica, l’Europa e pure l’Africa. Un paese le cui mode intellettuali e ideologie malsane hanno infettato l’Occidente ed il mondo intero. La risposta allora viene subito in mente: siamo arrivati a tifare alle elezioni americane perché siamo una colonia. Siamo terra di conquista.
In guardia dal gioco democratico, Uomo che persegue la via della Tradizione. Perché per quanto sia divertente è pur sempre un gioco, un virulento cavallo di Troia della sovversione che da secoli ormai sta annegando tutto ciò che c’è di buono a questo mondo. Lascia stare il tifo per un Paese corrotto fino al midollo, alzati e combatti!

P.S.: Di elezioni americane parleremo con Andrea Marcigliano lunedì 16 novembre, in una conferenza online gratuita, in diretta dalle 21. A questo link puoi già registrarti!


(tratto da Adnkronos.com) – Elezioni Usa, Conte: “Pronto a lavorare con Biden”

“Congratulazioni al popolo americano e alle sue istituzioni per l’eccezionale affluenza, di democratica vitalità”. Lo scrive in un tweet in inglese il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Siamo pronti a lavorare con il presidente eletto Joe Biden per rendere la relazione transatlantica più forte. Gli Stati Uniti possono contare sull’Italia come solido alleato e partner strategico”.