Non è trash da ridere, la D’Urso è sovversione

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Pomeriggio di un normale mercoledì di novembre, in smart working a casa, la televisione accesa per seguire alcuni aggiornamenti su eventuali prossime chiusure delle regioni. Il giro dei canali finisce su Canale 5, dove imperversa dal 2008 la trasmissione di Barbara D’Urso denominata “Pomeriggio Cinque”.
Il telefono squilla e durante la telefonata sullo schermo del televisore compaiono scritte in sovraimpressione e a scorrimento degne della peggiore propaganda radicale progressista: in breve, il ‘servizio’ (e che servizio…) racconta di un certo Don Mario che in provincia di Cremona ha affermato che, secondo la Dottrina Cattolica, la “omosessualità è scorretta. Così, i giornalisti (sic) della D’Urso – ingolositi da un caso di quella che chiamano ‘omofobia’ – sono andati fino al paese di Don Mario che, ingenuo, si è prestato all’intervista nella quale si è attuato il solito copione:

  • a Don Mario vengono rivolte solo domande tendenziose che contengono le risposte
  • l’audio dell’intervistato Don Mario non si sente e lui non ha i tempi di risposta
  • la D’Urso, che fa sempre le preghierine per la Madonna, si professa cattolica e devota, ponendosi a paragone del prete, come se lei fosse esponente autentica della Fede Cattolica, mica come Don Mario…
  • le domande incalzano Don Mario, mentre la gente che passa intorno si ammassa e lo deride con gestacci ed espressioni
  • quando Don Mario risponde con frasi sensate, la D’Urso lancia la pubblicità
  • mentre Don Mario parla (con un primo piano inquisitorio e circondato da scritte in sovraimpressione come “Omelia Choc”, che si riferiva tra l’altro ad altro prete), viene inquadrata la D’Urso che fa le sue facce da donna sconsolata, triste, indignata, così come fervente paladina dei diritti LGBT.
Nel frattempo, ci si collega da Macerata, dove ci sono dei giovani che esibiscono cartelli del tenore di “L’ABORTO E’ UN DIRITTO” e “NON C’E’ LIBERTA DOVE C’E’ SOTTOMISSIONE‘. Vengono intervistati e dicono: “è pericoloso che queste cose vengano dette a messa, dove già gli “spettatori” (sì, così definiti) sono retrogradi con una visione medievale, che ancora credono a certe cose…”.
Per finire, quando il prete viene ‘costretto’ a scusarsi, l’obolo che tutti gli uomini devono pagare alla religione dominante, la D’Urso se ne esce con un “ci mancherebbe pure, allora abbiamo fatto pace Don Mario“. Ecco, bravo Don Mario, ora che hai chiesto scusa alla D’Urso, che hai riconosciuto di essere un ‘retrogrado uomo del medioevo’, potete fare pace.
La D’Urso è pericolosa, ne scriveremo.
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