11 Novembre la Polonia in marcia contro LGBT e ideologia gender

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L’11 novembre per la Polonia è la festa dell’Indipendenza. Per milioni di Polacchi è La Festa, ed è tradizione per i cattolici e la Destra nazionale quella di compiere una marcia per la città di Varsavia. Anche quest’anno i patrioti polacchi, incuranti delle regole anticovid, si sono riuniti per marciare ancora una volta. Questa volta la marcia assumeva un significato ancora più profondo, diventava infatti un modo per dire a tutta la plebaglia LGBTQ+, femminista, abortista e degenerata che per loro non c’è posto in Polonia e che la famiglia tradizionale è ancora forte in quel lontano paese dell’est. La polizia ha utilizzato contro la marcia patriottica il pugno di ferro fermando 300 persone e arrestandone almeno 36.
La stessa polizia che, quando a marciare erano i sostenitori dell’ideologia gender, non è intervenuta con la stessa aggressività. Ed è proprio su questo che volevamo incentrare la nostra riflessione. Qualche giorno fa, quando a radunarsi in maniera illegale erano migliaia di sovversivi, di abortisti, comunisti, liberal democratici e il movimento LGBT, la stampa italiana e internazionale lodava con vigore la “forza” del femminismo polacco. Non veniva criticato il fatto che tutta questa gente si radunava per assalire e saccheggiare le Chiese, per distruggere gli altari e sputare sulla religione; no. Anzi, questa massa informe veniva lodata come la rivoluzione contro la reazione conservatore polacca.
Quando invece a radunarsi sono stati cattolici e tradizionalisti ecco che scatta la censura della stampa. I media partono all’attacco e sottolineano come questi “bruti” abbiano violato le regole anticovid mettendo a rischio “Migliaia di vite”.
Due pesi due misure, non ci sconvolge, non ci sorprende. Era più che prevedibile. Ma questo non vuole dire che noi non ce ne accorgiamo: siamo e saremo sempre vigili, sempre attenti. Pronti a cogliere ogni ipocrisia, ogni falsità, ogni manipolazione del nemico. Perché i Mass Media non ci piegheranno mai con le loro armi di distrazione di Massa: il nostro dovere è quello di rimanere saldi, realisti, e di guardare alla vita e alle notizie di tutti i giorni con Spirito Romano.

(tratto da ansa.it) – Polonia, duri scontri a Varsavia tra nazionalisti e polizia

(ANSA) – VARSAVIA, 12 NOV – Decine di feriti, fra i quali anche diversi giornalisti e 35 agenti di polizia, almeno 300 persone fermate e 36 arresti: questo è il primo bilancio di gravi scontri avvenuti ieri sera a Varsavia fra gruppi di nazionalisti polacchi e la polizia, in occasione della marcia organizzata per festeggiare il 102/imo anniversario dell’indipendenza della Polonia.
    Le forze dell’ordine riferiscono anche dell’incendio di un appartamento e di diversi danni all’infrastruttura stradale.

Secondo il portavoce della polizia, fra alcune migliaia di partecipanti alla marcia – illegale a causa delle restrizioni dovute alla pandemia – vi erano tifosi e hooligan, e molte persone in stato di ubriachezza.
    Le pattuglie della polizia sono state attaccate con pietre e bottiglie. Un razzo sparato dai manifestanti ha provocato l’incendio in una casa lungo il percorso della marcia.
    “Dobbiamo prendere sulle nostre spalle la croce di Cristo e diventare i suoi nuovi cavalieri” ha detto all’inizio Robert Baczkiewicz, capo dell’associazione Marcia dell’Indipenenza, che ha organizzato l’evento, rivolgendosi agli ultrà presenti e invitandoli – come ai tempi delle crociate – a “conquistare Gerusalemme.” Scontri si sono verificati anche a Breslavia, dove si registrano 11 arresti. (ANSA).