Cuib Femminile | “Libertà” sovversive

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A cura del Cuib Femminile della Comunità Militante Raido
Le spinte per una piena apertura europea alla orrenda pratica dell’utero in affitto non si fermano. Neanche in tempo di Covid-19. E dopo la fiera a Parigi a settembre, in cui si proponeva un bel viaggio a chi volesse provare l’odiosa pratica, in quanto vietata perfino nella laica Francia, ecco che il web ci regala un nuovo brivido.
La trovata di quella che i giuristi chiamerebbero “garanzia per evizione” ovvero garanzia in caso di oggetto difettato. Testualmente dall’articolo linkato “…far abortire la madre o di abbandonare il neonato in presenza di una anomalia, con la garanzia, in questo caso, di godere di un nuova Gpa gratuitamente”. Brividi. E anche un po’ di mal di stomaco.
Ma la ciliegina sulla torta ce la mette la fiera “Men having babies”, tenutasi online (almeno!) per ragioni di sicurezza sanitaria e  dedicata al mercato delle coppie omosessuali di Bruxelles, la capitale dell’Europa “unita”.
Mentre tutto il mondo è impegnato a debellare il Covid-19, un male lento e subdolo si fa strada nella nostra società, vestito di femminismo e libertà, ma con una potenza distruttiva quasi atomica. Donne e feti ridotti a oggetti di scambio, vittime di società multimilionarie e senza scrupoli che fanno leva sulla disperazione di chi, il più delle volte, i figli non li può avere naturalmente. Una rapida avanzata della sovversione sotto le mentite spoglie della libertà.

www.aibi.it – La fiera “Men having babies” si è svolta online. Business stimato in sei miliardi di dollari l’anno.

Alla fine non si è fatta dal vivo, ma si è fatta. La fiera dell’utero in affitto “Men having babies“, dedicata esclusivamente al mercato delle coppie omosessuali di Bruxelles, in Belgio, nel cuore dell’Europa (anzi, in quella che è a tutti gli effetti la capitale dell’Europa unita…) non si è tenuta in un hotel, come tutti gli anni, ma, in compenso, ha tranquillamente avuto luogo online, dove è iniziata sabato 8 novembre. Dunque neppure la pandemia da Coronavirus ha fermato il mercato della maternità surrogata e la contestuale “fiera della carne umana” belga. Paradossalmente questa scelta, scrive Tommaso Montesano su Libero, rappresenta “un assist per chi alimenta un business stimato in oltre sei miliardi di dollari all’anno“. E questo perché “per partecipare alla fiera non bisogna neanche scomodarsi ad acquistare un biglietto aereo“, come dice l’europarlamentare Simona Baldassarre.

Belgio. L’utero in affitto nel cuore dell’Europa unita, anche se online

La stessa Baldassarre, in qualità di presidente dell’intergruppo del parlamento europeo sulle sfide demografiche, ha recentemente scritto una lettera indirizzata alla Commissione europea per chiedere una pronuncia ufficiale contro la pratica della maternità surrogata. “La risposta – ha spiegato l’onorevole – è stata evasiva, senza alcuna presa di posizione“. Nel mentre, come riporta sempre l’articolo di Libero, alla fiera era possibile sfogliare cataloghi, scegliersi la madre surrogata, le modalità di pagamento e le rate per la dilazione. Il prezzo per un bambino oscilla tra i 95mila e i 165mila euro, un “pacchetto” comprensivo dell’assistenza legale, dei viaggi aerei nel Paese di “produzione” e soggiorni in hotel.

“Nel 2020 – ha commentato ancora la Baldassarre – dobbiamo ancora assistere a questi eventi che sponsorizzano questa moderna forma di schiavitù: il neonato come merce e la donna come incubatrice da usare. La Commissione e il Governo italiano (si ricordi che per l’Italia la pratica è vietata per legge, ndr) si limitano a tollerare una violazione che avviene a pochi chilometri dalle frontiere europee, ad esempio in Ucraina e Bielorussia. Con appuntamenti come quello che si è aperto ieri di fatto si perpetra il reato di maternità surrogata nell’Unione europea”.

Leggi anche:

  • https://www.tempi.it/neanche-il-covid-ferma-la-fiera-dellutero-in-affitto-che-apre-a-parigi/
  • https://www.aibi.it/ita/utero-in-affitto-aborto-in-omaggio-se-feto-difettoso/