La scienza profana causa e cura contro la crisi?

388
Nell’articolo precedente abbiamo chiarito come dovrebbe essere, in via normale, il rapporto che intercorre tra l’azione e la contemplazione, e i risvolti che un’azione orientata dai principi tradizionali può produrre per contrastare la tipica agitazione moderna.
Nelle società antiche qualsiasi azione umana veniva regolata e ispirata dai principi tradizionali, per cui tutto rientrava in un ordine ed era in armonia con il tutto. Di questa armonia partecipavano ovviamente anche le scienze, che, prima ancora che strumenti empirici per risolvere problemi materiali, si ponevano l’obiettivo di condurre l’uomo verso l’alto, partendo dallo studio dei fenomeni. Era quindi una via regolare ed anagogica che, partendo dal particolare, tendeva all’universale. La sintesi era la sua peculiarità.
Ora, se ci soffermiamo ad osservare i principi e le linee guida del famigerato “comitato tecnico/scientifico” – questa leggendaria élite di sapienti che procedono a tentativi, non riuscendo a concludere nulla se non a far crollare le economie dei paesi presso cui operano – ci accorgiamo subito che, ancora una volta, si tratta di un problema di gerarchie.
Nessuno li conosce, nessuno li vuole, eppure prendono decisioni fondamentali sulla vita di un paese.
Non hanno alcuna capacità di sintesi poiché la “specializzazione” è il loro paradigma; riducono la realtà ai minimi termini per tentare invano di rinvenire soluzioni inefficaci e parziali.
Il fallimento di questo modo di procedere è sotto gli occhi di tutti, e persino il più miope e terrorizzato semicolto ne scorgerebbe i segni evidenti del fallimento.
Eppure i governi obbediscono e il popolo “ignorante” è tenuto ad ascoltare. Nessuno può essere in disaccordo, pena l’esser apostrofato con etichette che squalificano automaticamente la propria opinione quale “negazionista” “violento”, “complottista”
Etichette con cui abbiamo ormai imparato a convivere e che il sistema utilizza per screditare automaticamente qualsiasi forma di dissenso accostandola ad assurdità (il piu delle volte create dal sistema stesso).
Persino il potere religioso si è prostrato all’élite tecnicosanitaria.
Essi sono i nuovi oracoli di Delfi, che non ascoltano più la voce degli dei, poiché il loro unico dio è il divenire, che rivela loro verità ontologiche, valide forse a malapena la durata di un DPCM…
La verità è che la scienza moderna non risolve alcun problema; li complica, ne scopre di altri prima insignificanti, non giunge mai a nulla di definitivo e viene costantemente smentita da se stessa. L’opera creatrice, a cui lo scienziato tradizionale si accostava con rispetto ed estrema riverenza, viene spinta all’estremo; non c’è alcun limite, alcun vincolo. Morale, spirituale.
Lo scienziato si da alla manipolazione genetica o alla ingegnerizzazione di virus (che secondo tutte le dottrine tradizionali sono guardacaso manifestazioni di potenze demoniche) e l’opera sfugge di mano al suo creatore (in alchimia costoro sono i bruciatori di carbone) e diviene danno per la propria comunità (che in epoca di globalizzazione si identifica con l’intero genere umano).
Ed è quindi significativo come la direzione della fase emergenziale un po’ in tutto il mondo sia sostanzialmente gestita da questi sacerdoti del titanismo scientista (se, come alcuni sostengono, il covid-19 fosse un virus creato in laboratorio, questa situazione avrebbe del paradossale, gestendo la crisi proprio coloro i quali la hanno generata).
Il carisma della scienza moderna è tale che è ormai superato persino il metodo scientifico: non esistono più le sperimentazioni, gli strumenti anti-bias, la verifica delle fonti. La scienza come figura astratta viene agitata come un feticcio. “Lo dice la scienza!” E il caso è chiuso.
Ogni follia moderna parte o ha un qualche collegamento vero o presunto con essa.
Questo, e soprattutto questo, è il compito più importante affidato alla scienza moderna dalla sovversione. Qualsiasi follia deve passare per l’investitura scientifica. Il consenso delle masse, come sappiamo, è solo questione di tempo; a piccoli passi, un pò per volta può metabolizzare persino la privazione della libertà…
E non ci facciamo illusioni. Non sarà una siffatta scienza a farci uscire dalla crisi che stiamo attraversando. I suoi obiettivi sono ben altri e ben al servizio di altri scopi quali la nostra salvezza…
Ma per quanto la scienza profana si affanni a segmentare la realtà, per quanto tenti di contenere in sé tutte le verità del mondo, per quanto spinga per “solidificare” una realtà giunta al termine della sua esistenza, essa non potrà mai realizzarsi oltre il limite che il mondo stesso le impone.