Il mondo moderno teme l’Eroe

363
Il mondo moderno teme l’Eroe. Lo avverte come fastidioso ed estraneo. Sente di non poterne seguire le orme e, per questo, tenta di cancellarle.
Nell’eterno dialogo fra l’Eroe e il mondo in cui agisce, il primo con la sua presenza ricorda la mediocrità dei propri vicini.
“Guardatemi, se volete. Giudicatemi, se ritenete. Non mi importa: non temo responsabilità, non cerco lode, non faccio calcoli: agisco e in tale agire completo il mio destino”.
Tutti, di sottecchi, sanno che l’Eroe ha ragione, e ne hanno paura.
“E se un giorno fosse chiesto lo stesso a noi? Dove salverò il mio denaro? Arriverò presto a casa? In tempo per cena? E la partita?”, gracidano i molti.
È pestilenziale regola contemporanea non mettersi sulla scia del migliore, non respirare la brezza del più Nobile, ma volerla disperdere con potenti ventilatori.
È regola antica che il Segno dell’Eroe non svanisce: resta esempio dei Pochi.