Per d10s niente distanziamento, ma per Dio sì

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Per la morte di Maradona, che ha colpito tutti, sembra che sia stato emanato un DPCM che deroga alle misure di distanziamento sociale: folle oceaniche per tutta Napoli, assembramenti di proporzioni da festa-scudetto, maree per le strade della città, tutto per ricordare el d10s. Ma è stato emanato questo DPCM-deroga oppure le “istituzioni” tacciono perché “è morto el d10s“?
Però, ricordiamo che, invece, in tutta Italia, è fortissimo il “partito delle restrizioni”, quello che tifa le “misure che ci salveranno”, le quali prevedono il distanziamento sociale: ché oramai si cambia marciapiede se si incontra una persona che cammina in senso contrario. Così, infatti, resta sempre vietato – “e, Signora mia, ci voleva proprio, anche il Bambinello vorrebbe così…” – assembrarsi nelle chiese, luogo di culto dove si prega e nel rito si rinnova la morte (e la vita) del Cristo, il Dio vero.
E poi, quando muore un parente che non “ha segnato il gol più bello del mondo“, ai funerali ci si va in pochi, facendo la conta: solo i più stretti, mentre gli altri stanno a casa, con le mani giunte e i guanti in lattice, a dire l’eterno riposo.
Allora, nessuna recriminazione vogliamo muovere verso chi si raduna per ricordare un calciatore, forse il più grande, ma d’altra parte vogliamo sottolineare la ridicola farsa che ci hanno imposto: distanziamento sociale a convenienza, quindi per la Religione, quella vera, per il Sacro, sempre e comunque.
Mentre per l’idolo dei pallonari – per distrarli un po’ magari… – ci vediamo tutti in piazza…