Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

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MISHIMA

NOVITA’ EDITORIALE

Titolo completo: Mishima – Acciaio, sole ed estetica.
Autore: Riccardo Rosati
Anno: 2020
Collana: Militia
Pagine: 106
Il libro: il Giappone, malgrado lo si ritenga un protagonista del progresso, è stato preda della modernità, sul cui altare ha sacrificato i propri usi e costumi, in buona sostanza la sua Tradizione. Di ciò Yukio Mishima era perfettamente consapevole, come, del resto, sapeva che serviva un «antidoto», così da estirpare dal Paese le perniciose influenze occidentali. Il celebre scrittore nipponico individuò nell’acciaio del corpo la migliore forma di lotta. Una battaglia, la sua, che non era però semplice eversione, bensì frutto di un ragionamento vigoroso che mirava a rivitalizzare lo spirito antico del Giappone medievale. Perciò, oggi è quanto mai necessario sostituire la parola «Politica» con «Estetica» nel campo degli studi mishimiani. Chi indaga Mishima rifiutando preconcetti di sorta, scopre in lui un intellettuale antiborghese, in possesso di una raffinata vena provocatoria. L’intento di questo libro è principalmente quello di offrire una disamina esaustiva e informata della visione estetica, alla insegna dell’azione, in Mishima, in modo da portare l’esegesi dell’autore finalmente a uno stadio scevro di quei pregiudizi che hanno spesso influenzato la interpretazione dei suoi scritti, per ribadire che il suo è stato sì, un universo tragico, ma pur sempre intriso di una ansiosa vocazione creativa.

L’AUTORE:
Riccardo Rosati è un orientalista (Cina e Giappone), bilingue italiano-inglese e con conoscenza pari anche del francese. Ha al suo attivo numerosi articoli e saggi su pubblicazioni italiane e straniere oltre ad aver preso parte a conferenze in Italia e all’estero. Con Starrylink ha pubblicato: La trasposizione cinematografica di Heart of Darkness (2004), Nel quartiere (2004), La visione nel Museo (2005). Ha inoltre scritto: Museologia e Tradizione (Solfanelli, 2015), Lo schermo immaginario (Tabula fati, 2016), La Bellezza antimoderna (Solfanelli, 2017) e Cinema e Società. Al di là della critica (Tabula fati, 2020). Sue monografie sul Giappone sono: Perdendo il Giappone (Armando Editore, 2005); con Arianna Di Pietro, Da Maison Ikkoku a NANA. Mutamenti culturali e dinamiche sociali in Giappone tra gli anni Ottanta e il 2000 (Società Editrice La Torre, 2011); con Luigi Cozzi, Godzilla 2014 (Profondo Rosso, 2014); Dalla katana al revolver. Akira Kurosawa e Sergio Leone a confronto (Profondo Rosso, 2018). Ha poi co-curato il testo Nihon Eiga – storia del Cinema Giapponese dal 1970 al 2010 (csf edizioni, 2010) e quello di Julius Evola, Fascismo Giappone Zen. Scritti sull’Oriente 1927-1975 (Pagine, 2016). Negli anni, ha comunque continuato a fare ricerca pure nell’ambito della anglistica, della francesistica, della museologia e del cinema.acciaio, sole ed estetica.

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LA TORRE

Titolo completo: La Torre – foglio di espressioni varie e Tradizone una.
Autore: Julius Evola
Anno: 2020
Pagine: 472
Il libro: Julius Evola non fu solo autore di articoli, saggi, libri, ma anche ideatore e direttore di due riviste: il mensile Ur/Krur (1927-1929) e il quindicinale La Torre nel 1930. La prima venne rifusa nei tre volumi di Introduzione alla magia, la seconda si presenta qui integralmente in edizione critica. Come è noto, Evola ha sempre detto che portata alle estreme conseguenze un’esperienza andava oltre. Come scrisse in una fondamentale lettera a Tristan Tzara nel novembre 1921, ritenne conclusa la sua fase artistica e, come dichiarò pubblicamente sull’ultimo fascicolo di Krur del dicembre 1929, considerò terminata anche la fase esoterica (almeno in senso iniziatico e organizzativo). Ma in che senso intendeva tutto questo? Nel senso che, avendo portato a termine le sue teorizzazioni, era il momento di passare a un altro campo, cioè a un intervento diretto e concreto: dalla filosofia alla magia prima, dalla magia alla politica e alla cultura poi. Insomma, passare dalla teoria alla pratica, dall’astratto al concreto (considerando i piani via via diversi). Senza soluzione di continuità rispetto a Krur, con la data del primo febbraio 1930 uscì il nuovo quindicinale che portò immediato scompiglio nell’ambito della cultura che si dovrebbe definire piuttosto che fascista, “squadrista”, secondo il termine usato dal filosofo (ma anche dagli stessi interessati). L’ultimo fascicolo, il decimo, porta la data del 15 giugno: visto di mal occhio dalle autorità (il n. 3 venne sequestrato), alla fine si proibì a tutte le tipografie romane di stamparlo. Alla testata collaborarono nomi prestigiosi del pensiero tradizionale di allora come Guido De Giorgio, Girolamo Comi, Arturo Onofri, Domenico Rudatis, Emilio Servadio e altri scrittori e giornalisti amici del filosofo, come Roberto Pavese, Carlo Rossi di Lauriano, Leonardo Grassi, Evelino Leonardi e Gino Ferretti (molti celati da pseudonimo), che trattavano dei più svariati argomenti politici, filosofici, culturali e scientifici, proponendo una visione e un’interpretazione alte e un punto di vista spirituale sia in tono propositivo che critico. Iniziativa fondamentale per comprendere le intenzioni e le strategie di Evola e del suo gruppo sui vari piani del sapere, la lettura della Torre oggi sorprende per il tono anticipatore e quasi profetico di certe analisi, che questa edizione mette in evidenza con un apparato critico di circa 500 note esplicative, biografiche e bibliografiche con cui si contestualizzano i testi, oltre che con vari saggi storici a introduzione della rivista.
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INCHIOSTRO MAGICO. TATUAGGI SACRI THAI

Titolo completo: Inchiostro magico. Tatuaggi sacri thai.
Autore: Fabio Polese
Anno: 2019
Pagine: 160
Il libro: Viaggio all’interno del mondo dei Sak Yant, i tatuaggi magici thai. Originariamente indossati dai guerrieri, che li utilizzavano come “armatura di protezione” in battaglia, hanno un alto valore spirituale e una tradizione antichissima. Secondo la cultura locale sarebbero un collegamento tra il mondo fisico e quello degli spiriti, in grado anche di poter determinare o modificare il corso della propria esistenza. L’autore è riuscito a entrare in contatto con alcuni Ajarn, che gli hanno rivelato i segreti più occulti che si nascondono dietro ai Sak Yant. Lui stesso si è fatto tatuare da diversi maestri, per capire davvero come e perché certe cose possano accadere.
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AHNENERBE

Autore: Gianfranco Drioli
Anno: 2011
Pagine: 202
Il libro:
Ahnenerbe. Ordine esoterico? Organizzazione scientifica? A questa domanda, attraverso l’analisi delle ricerche di esponenti quali Karl Maria Wiligut, Friedrich Hielscher, Hermann Wirth e la cronaca delle spedizioni scientifiche più o meno conosciute, cerca di dare una risposta la prima parte dell’articolata opera di Gianfranco Drioli. Ma cosa è rimasto dell’Ahnenerbe dopo la guerra? La risposta la troviamo nella seconda parte dell’opera, dove l’Autore prende in esame tutte quelle ricerche che, essenzialmente in ambito antropologico-razziale, sono state proseguite o da ex-esponenti dell’organizzazione o da scienziati che ne hanno ripreso tematiche e metodologie quali Jurgen Spanuth, Jacques De Mahieu, Hermann Munk ed il meno conosciuto N. C. Doyto. Julius Evola, Savitri Devi, Miguel Serrano e un’intervista a un misterioso esponente dell’Ahnenerbe in esilio in Sud America, concludono questa interessante e curiosa opera.
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L’ULTIMO PAGANO

Titolo completo: L’ultimo pagano. Vita dell’imperatore Giuliano
Autore: Sante Rossetto
Anno: 2013
Pagine: 166 
Il libro: Dell’imperatore Giuliano si è scritto molto. E molto si continuerà a scrivere sulla figura di questo filosofo sul trono  dei Cesari che voleva restaurare il paganesimo ormai sconfitto dal trionfante cristianesimo. L’opera e la filosofia del giovane imperatore ha sedotto anche la penna di Sante Rossetto che in questi giorni è in libreria con “L’ultimo pagano. Vita dell’imperatore Giuliano” edito da «Il Cerchio» di Rimini.  Qual è la novità interpretativa con cui il giornalista e storico affronta questo tema? Le opere che parlano di Giuliano sono generalmente scritte da dotti per dotti. Quindi non facilmente affrontabili da un grande pubblico. Ampi lavori dove domina la cultura greca dello stoicismo e del neoplatonismo, ricche citazioni dalle opere dello stesso Giuliano. Lavori che difficilmente si leggono se non si ha una buona preparazione della cultura e filosofia greca.  Sante Rossetto ha voluto offrire la possibilità di conoscere il ruolo di questo grande imperatore ad un pubblico più vasto. Non è stata un’impresa facile e forse il lettore potrà dire che non sempre l’autore ci è riuscito. Ma alla fine di queste agili 160 pagine, arricchite da un lessico e da una cronologia illustrativi, chiunque esce con un’idea più chiara del tempo e dell’opera svolta dal geniale imperatore-filosofo. L’autore si è basato sulle opere del IV secolo (Giuliano, Saturnino Salustio, Gregorio di Nazianzo, Plotino, Origene, Eusebio di Cesarea, Eunapio) e sugli studi di alcuni dei più noti studiosi contemporanei. La tecnica del romanzo storico, che Rossetto aveva sperimentato con successo in “Totila l’Immortale”, è riproposta anche in quest’opera. Il lettore è condotto, con l’espediente del flash back, dalla tragica infanzia di Giuliano fino al soglio imperiale. Si attraversano gli anni cruciali del regno di Costantino il grande, zio di Giuliano, che aveva sdoganato il cristianesimo dai riti clandestini, per arrivare alle guerre fratricide fra i figli dello stesso Costantino. Giuliano è salvato quasi miracolosamente e si dedica fin dall’infanzia allo studio da cui scopre l’amore indissolubile per un mondo che il cristianesimo voleva cancellare. Per lui la cultura greca, la religione con i suoi dei, il nuovo culto dedicato al Sole, sono il fondamento non soltanto della religione, ma anche dell’impero romano. L’una non può vivere senza l’altro. Se sparisce la religione degli dei scompare anche l’impero. E quei cristiani che fino a pochi anni prima erano perseguitati si sono trasformati in feroci persecutori. Il sogno di Giuliano è non far morire quella grande costruzione che i saggi dell’Ellade avevano trasmesso ai loro eredi. E, infatti, senza l’ellenismo non si capirebbe il tentativo di restaurazione.  Ma il libro di Rossetto mostra anche una realtà inoppugnabile: cristianesimo e cultura pagana sono due aspetti di una stessa realtà spirituale. Il paganesimo con la sua grandissima cultura era fatto per i dotti (e infatti le classi aristocratiche erano rimaste fedeli ai vecchi dei), il cristianesimo che aveva assorbito riti  e feste del mondo pagano era riuscito a dare una speranza a milioni di diseredati. La grande rivoluzione cristiana si sintetizza nelle poche righe delle beatitudini. Nessuno, né prima né dopo, è mai riuscito a fare altrettanto. Purtroppo, sembra concludere il bel libro del giornalista, sono due mondi che difficilmente riescono a comunicare. 
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LO SPIRITO DEL COMBATTENTE

Titolo completo: Lo spirito del combattente
Collana: Athlos
Autore: Associazione Culturale e Sportiva Furor
Anno: 2020
Pagine: 70
Il libro: questo libro, curato dall’Associazione Culturale e Sportiva Furor, vuole mettere in risalto l’aspetto nobile degli sport da combattimento, dalla Boxe al Taekwondo, dalla Kick boxing alla Muay Thai. Grazie alla prefazione di Alessio Sakara e ai contributi qualificati di Roberto Chiarella, Denis Conte, Carlo Di Paola, Nicola Gallo e Umberto Rodomisto, questo vademecum punta a far riscoprire, proponendo un approccio più consapevole al ring, il carattere educativo e formativo delle discipline da combattimento.
L’Associazione Culturale e Sportiva Furor dal 2008 promuove, come strumento di formazione per la mente e per il corpo, la pratica e lo studio degli sport da combattimento
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IL SEGRETO DEL MAESTRO

Titolo completo: Il Segreto del Maestro. L’iniziazione secondo René Guénon
Autore: Piero Di Vona
Anno: 2013
Pagine: 118
Il libro: Questo lavoro di Piero Di Vona giunge a chiarire in cosa davvero consista l’iniziazione secondo Guénon. Per la prima volta vengono minuziosamente ricostruiti, in tutti i loro passaggi, la complessa dottrina guénoniana dell’iniziazione, il suo indissolubile rapporto con la Tradizione, le sue differenze con le esperienze mistiche, magiche e religiose. Ma Di Vona ha cura di mettere in luce anche le cruciali incongruenze, a partire dal fatto che un vero iniziato mai dovrebbe scrivere su quest’argomento, sino ad arrivare alla conclusione che, in fondo, la dottrina guénoniana dell’iniziazione altro non sarebbe che un riflesso della dottrina dell’assoluta trascendenza, al di là dell’Uno stesso, dell’Ineffabile, così come la espose Damascio, l’ultimo grande della scuola neoplatonica di Atene.
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