Comunità Militante Furor | Il prezzo dei Social Network sulle nostre vite

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Tutti i giorni siamo costretti per vari motivi ad utilizzare i nostri smartphone e di conseguenza i social network. Forse non ci hai mai riflettuto, ma sicuramente ti sarà capitato di aprire un social network senza nessun reale motivo, ma solo per “abitudine”, come se fosse un riflesso incondizionato.

Non tutti sanno che questo è “normale”, in quanto i social network servono proprio a riprogrammare il cervello umano, anche con semplici commenti che cercano di far passare ciò che è anormale per normale!

I casi di deficit dell’attenzione sono in aumento e alcuni dati riportano che i ragazzi che usano i social media per più di due ore al giorno hanno tendenze suicide o soffrono di depressione, almeno il doppio rispetto a coloro i quali li utilizzano meno. Forse perché la loro vita ormai ha perso quei calori e affetti umani che dovrebbero accompagnare un periodo così fragile quale l’adolescenza e anche, pensando di avere una vita piatta e insignificante, vedendo l’esempio che danno i vari fashion blogger, vivendo nel lusso e nel divertimento, guadagnando anche grazie all’illusione che “vendono” ai giovani.

Facendo alcune ricerche si può anche venire a conoscenza del fatto che i figli dei CEO della Silicon Valley non hanno i telefoni né tantomeno i social; sarà forse perché sono a conoscenza dei danni che possono provocare? Il nostro obiettivo non è quello di lanciare una campagna contro l’utilizzo dei cellulari, ma semplicemente cercare di riflettere sui danni che questi possono fare qualora se ne abusi, distinguendo i veri esempi da seguire da quelli sovversivi e la vita reale da quella virtuale.

Dopo Facebook, Whatsapp ed Instagram, negli ultimi mesi sta spopolando, soprattutto tra i giovani, una nuova applicazione, TikTok. Si può descrivere questo social dicendo che permette agli utenti di poter creare video e di conseguenza modificarli a proprio piacimento, e fino a questo punto sembra non esserci alcun problema; ma se proviamo a guardare il contenuto di almeno un video ci ritroveremmo nel più totale imbarazzo per quella persona che lo ha diffuso e fatto.

Infatti gli utenti facendo questi video si cimentano in demenziali balletti (anche in pubblico), non facendo caso al fatto che si esternano dalla realtà. Molto spesso si vedono bambini e bambine, ragazzi e ragazze, e talvolta anche adulti, magari spinti da una crisi di mezz’età, occupare panchine e muretti col loro telefono per registrare le loro doti coreutiche, preferendo annichilirsi in questo mondo digitale, perdendo ore per far sì che il video sia il più condiviso possibile, piuttosto che godersi per esempio una serata tra amici.

In alcuni stati, come l’India e gli Stati Uniti, l’applicazione è stata vietata poiché considerata pericolosa per la sicurezza nazionale, infatti, non seguendo le leggi dello stato in cui viene utilizzata ed essendo sotto le leggi dello stato cinese è considerata un metodo di spionaggio. Tralasciando questo aspetto, ci sembra inevitabile che i giovani, il futuro, cresceranno tutti uguali, con un pensiero unico, poiché sempre influenzati dalla massa anche per le piccole cose, come Tiktok, e incapaci di ribellarsi poiché schiavi di questo sistema marcio.

E ciò non toglie che quest’app sia anch’essa un mezzo di distruzione di massa che ci allontana dal mondo vero, quello fatto di Valori e rapporti umani. Perciò sarebbe bene limitare l’uso di TikTok e dei social network per tornare a guardarci di nuovo in faccia e non tramite uno schermo.