Papa Francesco con i milionari dell’NBA

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Poco importa se in Sudamerica le chiese bruciano, se in Italia si discute una legge che imporrà nelle scuole l’educazione dell’ideologia gender e se questa stessa legge mette in pericolo migliaia di fedeli.
Poco importa se in Polonia le chiese vengono attaccate dagli attivisti LGBTQ e se in Francia non s’arrestano i roghi delle grandi cattedrali.
Che importa se in Africa Boko Haram e altri gruppi terroristici massacrano centinaia di cristiani, se in Kosovo e nel Nagorno Karabakh chiese e monumenti cristiani vengono distrutti. Il vero pericolo, la vera minaccia della pace è, ancora una volta, il razzismo.
Papa Francesco non accoglie in Vaticano i preti delle chiese devastate dalla furia antifa-lgbt in Polonia, ma dei giocatori milionari di basket che non soffrono nemmeno in prima persona le presunte discriminazioni di cui si fanno nemici giurati. Non ci sorprende tutto questo, perché sappiamo che non è, purtroppo, da questo papato che dobbiamo aspettarci insegne di battaglia, ma da chi ancora, nonostante tutto, segue la Via della Tradizione, da chi non è sceso a compromessi con il mondo moderno e mai lo farà.
Allora sì che si potranno intonare, ancora una volta, i canti della Vandea. Canti di rivolta, di Rivoluzione.

(tratto da Repubblica.it) – Basket, l’NBA da Papa Francesco per dire no al razzismo 

ROMA – Sterling Brown degli Houston Rockets, Kyle Korver dei Milwaukee Bucks, Anthony Tolliver dei Memphis Grizzlies, e Jonathan Isaac e Marco Belinelli dei San Antonio Spurs. Un piccolo “dream team” Nba per Papa Francesco. Il Santo Padre infatti, oggi ha ricevuto in Vaticano una delegazione della National Basketball Players Association, il sindacato che rappresenta i giocatori del campionato Usa, per discutere di temi cari a tutti i presenti: principalmente ingiustizie sociali, economiche e razzismo. Oltre agli atleti citati, erano presenti anche Michele Roberts, direttore esecutivo dell’Associazione, Sherrie Deans, direttore esecutivo della Fondazione Nbpa, e Matteo Zuretti, responsabile delle relazioni internazionali.

Un impegno contro il razzismo

Una opportunità e un incontro per discutere con Papa Francesco, nella Biblioteca di Palazzo Apostolico, delle iniziative adottate dalla Nba, a livello individuale e collettivo, per combattere le ingiustizie sociali ed economiche e le ineguaglianze. Il tema principale naturalmente è stato il razzismo e come debellarlo per sempre. E la delegazione ha ricevuto dal Papa parole di incoraggiamento. Proprio per raccontare al Pontefice il loro impegno concreto per la giustizia e l’uguaglianza, gli ospiti hanno consegnato, oltre che un pallone e magliette, simboli della loro professione, un libro particolarmente significativo, una vera e propria raccolta di immagini, articoli e testi che documentano un lavoro davvero di squadra. Diversi per provenienze, storie e cultura, i giocatori di basket professionisti negli Stati Uniti stanno utilizzando, insieme, la grande “piattaforma” di comunicazione offerta dal palcoscenico della Nba per rilanciare i valori sportivi più autentici.

Korver: “Orgogliosi”. Tolliver: “Esperienza incredibile”

“Siamo estremamente orgogliosi di avere avuto questa opportunità di venire in Vaticano e condividere le nostre esperienze con Papa Francesco – ha detto Korver – La sua apertura e il suo entusiasmo nel discutere questi temi sono stati motivo d’ispirazione e ci hanno ricordato che il nostro lavoro ha un impatto globale e deve essere portato avanti”. “Un’esperienza incredibile – ha aggiunto Tolliver – Col sostegno e la benedizione del Papa guardiamo alla prossima stagione con ancora più forza per continuare a spingere per il cambiamento”.